18 settembre, 2014

SALVIAMO LA DRAMMATURGIA ITALIANA ! ORMAI LE ADESIONI SONO PIÙ DI MILLE E CI SIAMO ANCHE NOI !


Grande risposta del teatro italiano all’APPELLO promosso dal Centro Nazionale di Drammaturgia Italiana Contemporanea - CENDIC.
Sono più di 1000 - ma la raccolta di firme prosegue - gli autori, artisti, produttori, intellettuali e operatori dello spettacolo e le Associazioni, sindacati, compagnie, teatri che hanno sottoscritto l’appello per la realizzazione di un
TEATRO per la DRAMMATURGIA ITALIANA CONTEMPORANEA
Un progetto concreto per chiedere ciò che in tutta Europa esiste da sempre e che solo in Italia manca: una casa aperta a tutti, un teatro dedicato alla rappresentazione del presente, dove valorizzare e promuovere la drammaturgia, la creatività e la lingua teatrale nazionale.
Tra i sottoscrittori ci sono firme illustri e attive del panorama teatrale e culturale italiano a dimostrazione di quanto l’Appello sia la prova concreta di una necessità diffusa.
Ultima adesione, ma non in ordine d’importanza, è quella del NUOVOIMAIE.


Il Sistina presenta la prima mondiale di Jesus Christ Superstar con il cast originale del film. Noi c’eravamo. Di Paolo Leone


Roma, Teatro Sistina. Mercoledì 17 settembre 2014

L’evento mondiale è stato presentato alla stampa nella tardissima mattinata di mercoledì 17 settembre al Teatro Sistina di Roma. Nella celebrazione del ventennale dell’edizione italiana del celeberrimo musical Jeusus Christ Superstar, diretto e prodotto da Massimo Romeo Piparo, che ha riscosso trionfi ogni sera per più di due mesi nello storico teatro romano, si è riusciti a riunire a 40 anni dallo stupendo film di Norman Jewison, il trio del cast originale. Oltre a Ted Neeley, ormai un beniamino del pubblico romano, ci saranno infatti Yvonne Elliman (Maddalena) e Barry Dennen (Pilato). Un grande colpo della produzione con cui, veramente, Piparo riesce a consegnare alla storia del teatro italiano la sua edizione, a mio parere la migliore in assoluto, dell’opera rock più famosa al mondo, dopo aver avuto il privilegio di dirigere il grande Carl Anderson (il Giuda del film) in occasione del Giubileo nel 2000, per due anni. 

Certamente, se sorpresa desta rivedere i due nuovi protagonisti a distanza di tanti anni (il tempo non fa sconti a nessuno), siamo sicuri che riusciranno a fare quel che ha fatto Ted Neeley in questi ultimi mesi: incantare il pubblico con le loro voci e le loro interpretazioni. In conferenza, come già avvenuto in occasione dell’esordio romano, è stato Ted che ha tenuto banco, con il suo carisma e le sue argomentazioni sempre molto profonde. Purtroppo Yvonne Elliman è rimasta vittima dei nostri disservizi aeroportuali, giungendo a Roma senza i bagagli, scomparsi, ed è stata molto onesta nell’ammettere che quando interpretò Maddalena nel film (aveva 18 anni), inizialmente non sapeva nemmeno chi fosse questo personaggio “addirittura ero convinta che fosse la madre di Gesù e fu Norman Jewison che mi spiegò il ruolo del personaggio che poi interpretai”. Dal canto suo, Neeley ha tenuto a precisare che “Ogni volta che lavoriamo insieme con Yvonne e Barry, sembra che riprendiamo un discorso lasciato pochi giorni fa. Nel film diventammo una grande famiglia. Devo dire che questa opera crea sempre un’atmosfera particolare che non ho mai trovato in nessun’altra. Riesce a creare uno scambio di energia col pubblico che è strepitoso, diventa un circolo di energia positiva e non vedo l’ora di ricominciare coi due miei amici”. Di poche parole Barry Dennen il quale, ad una domanda sul messaggio politico del film, sul suo anelito utopico tipico di quegli anni, risponde: “Io sono un attore, interpreto altri personaggi. Vivo la mia vita, tutto il resto sta a voi”. Sull’argomento, Neeley ha voluto aggiungere che “prima di Jesus ebbi la possibilità di lavorare in Hair… noi attori venivamo invitati nelle università, mi sentivo parte di quel che allora accadeva nelle strade. Ora vedo sì del pacifismo, ma è molto diverso. Le persone non si alzano per discutere, ognuno lo fa nella sua piccola cerchia, non vedo comunicazione. 

In tutti questi anni ho visto aumentare i conflitti, non la comunicazione. Soprattutto non la comunicazione tra popolo e potere”. Prima di lasciare i nostri tre all’assalto dei fotografi, il regista Piparo ha, con un certo pizzico di orgoglio, rivelato che, finalmente, anche da Londra stanno guardando a questa produzione, si stanno ricredendo sull’utilizzo degli attori originari del film.. “per loro inizialmente non era pensabile… gli attori dovevano avere l’età dei personaggi che interpretavano. Ora si sono accorti del successo e della bontà del progetto e a Verona verrà Tim Rice a vederci, probabilmente esporteremo la nostra edizione anche fuori dell’Italia”. Lo spettacolo esordirà in prima mondiale a Roma il 19 settembre, appunto al Sistina, e sarà in scena fino al 28. Poi si sposterà all’Arena di Verona venerdì 12 ottobre per approdare infine al Teatro Arcimboldi di Milano dal 16 ottobre al 2 novembre. Sul palco, insieme ai tre protagonisti storici, ci sarà l’orchestra di 12 elementi diretta dal Maestro Emanuele Friello e l’ensemble di 24 tra acrobati e ballerini per la coreografia di Roberto Croce. Naturalmente confermato anche lo straordinario Feysal Bonciani nel ruolo che fu di Anderson (Giuda), il bravissimo Paride Acacia (Hannas), Emiliano Geppetti (Simone), Francesco Mastroianni (Caifa), Riccardo Sinisi (Pietro) e Salvador Axel Torrisi (Erode). L’incanto prosegue, questa storica edizione di Jeusu Christ Superstar continuerà ad emozionare l’Italia e, speriamo presto, il resto del mondo. Ha ragione Piparo: il teatro non ha età.

Paolo Leone



17 settembre, 2014

Il Teatro Golden accende i motori per una nuova stagione di successi. Di Paolo Leone


Presentata, nella serata del 16 settembre, la nuova stagione del Teatro Golden, giovane e simpatico “salotto” della capitale a due passi da piazza San Giovanni. Giunti al quinto anno di programmazione con crescente successo ed entusiasmo, sia da parte del pubblico sempre più numeroso che da parte del direttore artistico Andrea Maia, la nuova stagione sta per partire con due importanti novità. Per la prima volta, gli spettacoli resteranno in scena per quattro settimane (finora erano sempre state tre) e anche la terza sarà in abbonamento. Questo per agevolare i tanti abbonati,  che ogni anno aumentano, giunti ad oggi a quota 2.500. Introdotta dai due conduttori Roberto Ciufoli e Laura Ruocco (direttrice didattica), la presentazione è iniziata con il saluto del direttore Maia, soddisfatto dei risultati ottenuti nei cinque anni di vita del Golden: “E’ una grande emozione, una magia rinnovata trovarvi tutti qui, sempre con l’atmosfera giusta. Sapete che il Golden è un grande laboratorio, spesso gli spettacoli si formano durante la stagione”. In effetti, questo è un luogo particolare, diverso da tutti gli altri, che si contraddistingue per l’accurata accoglienza e la morfologia dello spazio, senza palco, con il pubblico che circonda letteralmente gli artisti. Non poteva smentire l’inusualità del luogo, la conduzione dei due presentatori, che hanno trasformato la conferenza in uno show ricco di battute e divertimento. La nuova stagione prenderà il via il 30 settembre con una celebre commedia di Neil Simon, “Il prigioniero della seconda strada”, per la regia di Giovanni Anfuso e completamente riadattata per il Golden, con i due protagonisti che ritroviamo dopo i successi della passata stagione al Teatro Sala Umberto: Maurizio Casagrande e Tosca D’Aquino. Assente il primo, è stata Tosca che con la sua proverbiale simpatia ha introdotto il tema dello spettacolo. Dal 28 ottobre un gradito ritorno, quello di Sebastiano Somma, interprete di una commedia inedita, scritta dal “quadrumvirato” composto da Augusto e Toni Fornari, Andrea Maia e Vincenzo Sinopoli, “Incubi d’amore”. Con il bravo Somma, Benedicta Boccoli e Morgana Forcella. “La commedia non è ancora completamente definita”, ha tenuto a precisare il regista Augusto Fornari, “è la storia di un ex playboy che ha degli incubi ricorrenti, farà sorridere e pensare… e solo io conosco il finale, per ora”. Per il terzo spettacolo in cartellone (e in abbonamento), ritornano gli eccezionali Favete Linguis (Stefano Fresi, Toni Fornari ed Emanuela Fresi), dopo il successo di “Cetra una volta”, ora insieme ad Augusto Fornari  in “Fratelli d’Italia”, un viaggio in musica e prosa nell’italianità, che sicuramente saprà emozionare il pubblico unendo i virtuosismi del trio con la verve comica di Augusto. Dal 23 dicembre, stavolta inserito in abbonamento, torna un quartetto di irresistibile simpatia: Daniela Morozzi, Gianni Ferreri, Emanuele Propizio e Giulia Marinelli (quest’ultima un prodotto del vivaio Golden) con la divertentissima commedia “Chiamalo ancora amore”, per la regia di Toni Fornari. Due giovanissimi e due attori noti al grande pubblico come Daniela e Gianni, sapranno far divertire con le strambe (ma fino a che punto?) dinamiche di una coppia in cerca di trasgressive emozioni. Quinto spettacolo in cartellone, scritto e diretto da Angelo Longoni, spesso presente al Golden, “Uomini senza donne”, con Ludovico Fremont e Valerio Morigi. “Questa commedia” – ha precisato Longoni – “tratta dell’incapacità di amare. E’ un testo che è stato rappresentato molte volte, da cui fu tratto anche un film con Gassman e Tognazzi. L’ho ripreso in mano con la voglia di innestare nuovi elementi sull’incapacità ma anche sull’impossibilità di amare al giorno d’oggi”. 

Longoni ha voluto ricordare l’iniziativa di cui è promotore, l’appello per un Teatro pubblico per la nuova drammaturgia italiana (di cui il Corriere dello Spettacolo è firmatario) che ha superato le mille adesioni. La stagione prosegue con un altro ospite amatissimo dal pubblico, Michele La Ginestra, che in coppia con la bravissima Elda Alvigini (volto noto ai più per la fiction “I Cesaroni”) presenterà “Ricominciamo?”, una storia ricca di colpi di scena tra due vecchie fiamme che si rincontrano dopo più di venti anni, per la regia di Ciufoli. Penultimo appuntamento in cartellone, una nuova commedia di Massimo Natale, Ennio Speranza e Andrea Tagliacozzo: “Zio Pino”, interpretata dalla coppia che nella passata stagione ha rappresentato forse la sorpresa più bella del Golden: Simone Montedoro ed Euridice Axen. Storia di crisi economica e sociale in cui emergerà un malvezzo della peggiore italietta. Una commedia agrodolce. Chiude il cartellone in abbonamento un’altra opera del “quadrumvirato”: i due Fornari – Maia – Sinopoli: “Ritorno al presente”, con Luca Angeletti, Elena Di Cioccio, Augusto Fornari e Nicolas Vaporidis. Storia di amicizia surreale ed emozionante. Oltre al cartellone ufficiale è stato presentato anche quello “fuori abbonamento”, ricco di appuntamenti interessanti. 

Tra i tanti, una novità assoluta, “Sali o scendo?” con Danilo De Santis, Roberta Mastromichele, Chiara Canitano, Francesca Milani e Gianluca Cortesi. Giovani e non conosciuti, ci incuriosiscono molto. Ci sarà, come ogni anno, “Zelig Cabaret – Lab on the road”, l’appuntamento del mercoledì con i comici nuovi e meno nuovi; la presenza dello straordinario Giancarlo Ratti con “Molto ruggito per nulla ¾”; Roberto Ciufoli con una sua particolare rilettura del poema di Omero “Oh! Diss’Ea”; l’imperdibile spettacolo musicale con il Maestro Dino Scuderi e la straordinaria Stefania Fratepietro, giovane rivelazione del musical italiano e vincitrice del Musical Award Off con “Ciao Amore Ciao” (in coppia con Luca Notari) rappresentato proprio al Golden. Appuntamento con la poesia di Gaia Gentile che presenterà Merimia, monologo poetico “liberamente ispirato dall’anima tra le righe di Alda Merini attraverso la mia”; due concerti di Fabio Frizzi (anche lui un gradito ritorno) “Rewind”; Max e Giulia Maglione con “Si fa presto a dire amore”, spettacolo a favore dell’Associazione Peter Pan Onlus (che questo teatro sostiene da sempre). Tornerà anche la Compagnia Stabile Assai dei detenuti del carcere di Rebibbia con “Una storia bandita” di Antonio Turco, una lettura del brigatismo italiano. Come sempre, le domeniche dei piccoli allieteranno i giovanissimi spettatori durante tutta la stagione. Novità da RTR 99 (Radio ti ricordi), seguitissima radio romana e media partner del Golden, che sarà presente con il programma “Retropalco” in diretta, con il pubblico che potrà assistere, con sette puntate della fortunata trasmissione.
Il Teatro Golden si rimette in moto con tutte le sue attività, la parola ora passa al pubblico pagante.

Paolo Leone


Si ringrazia l’ufficio stampa del Teatro Golden, Daria Delfino.

Il Teatro Manzoni presenta la sua nuova stagione! Di Daria D.


Foto Daria D.
Il Teatro Manzoni è un raro esempio di teatro che non è specializzato in un genere particolare perché è specializzato in tutti i generi. La cosa potrebbe apparire una forma di non-commitment, un non sapere in che direzione andare e quindi provare tante diverse strade, sperando che conducano da qualche parte. Niente di più sbagliato, perché al Teatro Manzoni, ci tengono davvero a fare bene tutto: prosa, cabaret, musica, eventi culturali, spettacoli per  famiglie. Lo scopo nobilissimo è quello di allargare gli orizzonti, per non fossilizzarsi in un solo genere, assumendo un’identità che poi non ti scrolli più di dosso per tutta la vita e allora diventi vecchio, non antico, in men che non si dica.

15 settembre, 2014

VIAGGIO ATTRAVERSO L'IMPOSSIBILE - sogni di cinema, a cura di Francesco Vignaroli. Recensione 26: "La casa delle finestre che ridono"


LA CASA DALLE FINESTRE CHE RIDONO           ITALIA  1976  106’  COLORE

REGIA: PUPI AVATI

INTERPRETI: LINO CAPOLICCHIO, FRANCESCA MARCIANO, GIANNI CAVINA, BOB TONELLI, GIULIO PIZZIRANI

EDIZIONE DVD: SI’, distribuito da 20TH CENTURY FOX


“…I MIEI COLORI…”  (dal film)

Stefano (Capolicchio), restauratore, arriva in un paesino della campagna ferrarese per curare un affresco raffigurante il martirio di San Sebastiano, opera realizzata all’interno di una chiesa e attribuita a tale Buono Legnani, pazzoide artista locale morto suicida una ventina d’anni prima, soprannominato “pittore delle agonie” per la sua abitudine di ritrarre dal vivo persone in procinto di morire. Col procedere del lavoro, Stefano si accorge ben presto che assieme al dipinto sta riportando alla luce un’inquietante verità fatta di orrori sepolti nel passato…

Campania capitale della moda ! Di Andrea Axel Nobile


Nancy Amato indossa un capo di
Raffaella Curiel
Carmen Ambrosio indossa un capo di
Gianni Sapone
Fotomodella dell'anno 2014, la vincitrice è Mimosa Morucci, ma a trionfare su tutte le regioni partecipanti è sicuramente la Campania, che grazie al coordinamento regionale, capitanato dalla Primo Ciack di Stefania Magno, manager e talent scout, e da Nacy D'Anna, ex modella e attualmente stilista.Sono riuscite con talento, impegno e dedizione a portare a casa due premi ; il secondo posto, che è andato a Nancy  Amato, nata nell'incantevole cittadina di  Busciano in Campania, e la mansione speciale è andata alla giovanissima  Carmen  Ambrosio, originaria di  San Giuseppe Vesuviano. La Ambrosio si presenta come una delle promesse della moda nazionale. La Campania si annovera di diritto come una fucina di giovani talenti che faranno sicuramente parlare di loro.


Andrea Axel Nobile

12 settembre, 2014

PRODUZIONE IN DIRETTA: LA DRAMMATURGIA NELL'EPOCA DEL 2.0. Di Francesco Pace


La genesi di un'opera teatrale non è mai semplice: bisogna innanzitutto avere un'idea salda,chiara di ciò che si intende scrivere; in seguito poi quest'idea deve essere sviluppata: dobbiamo,in altri termini,darle vita,deve nascere,crescere e finire. Chi è scrittore o ha tentato almeno una volta di buttare giù un manoscritto che abbia una sua logica dall'inizio alla fine,saprà benissimo che "dare vita" ad un'ispirazione è tutt'altro che facile. La delusione poi nasce quando,dopo aver speso tanti giorni nel portare avanti questo progetto, l'autore deve scontrarsi di fronte alle logiche del sistema produttivo teatrale moderno che difficilmente vuole finanziare opere teatrali inedite.

11 settembre, 2014

"Strimpelli & Vinile". Uno spettacolo in bello stile, con atmosfere d’antan. Di Paolo Leone


Roma, Teatro Sala Umberto. Dal 9 al 21 settembre 2014

Il glorioso Teatro Sala Umberto di Roma ha più di cento anni. Inaugurato nel 1882, con il nome (sembra) di Sala della Piccola Borsa, nome certo nel 1890, quando venne restaurato assumendo le sembianze di vero teatro. Fu poi citato solo dai quotidiani dell’epoca come Sala Umberto a partire dal 1897 fino a che, dal 1904, prese la definitiva denominazione ufficiale che resiste fino ai nostri giorni. Una storia lunghissima, ricca di nomi fantastici che hanno calcato il suo palcoscenico. Non tutti sanno però che, soprattutto a partire dal 1910, la Sala Umberto propose una programmazione che della musica e del Varietà, un genere in grande espansione in quegli anni, farà il suo cavallo di battaglia.

10 settembre, 2014

LIGABUE: 40 mila persone allo Stadio Olimpico di Torino per il tour “Mondovisione”. Di Sabina Filice




Ligabue nonostante e comunque!!!
A dispetto della forte pioggia, lo Stadio Olimpico di Torino è colmo con circa 40 mila spettatori ad assistere al concerto della rockstar emiliana. I cancelli sono stati aperti alle 15,30 e vi era già una lunga fila ad attendere l’ EVENTO.
Passano le stagioni e le star musicali, ma Ligabue continua a calcare la scena e a dominare i palchi da venti anni e il suo pubblico continua ad esaltarsi e ad acclamarlo.

08 settembre, 2014

Circo de los horrores: “la sola cosa di cui devi avere paura è la paura”. Di Laura Cavallaro


Catania, Giovedì 4 settembre 2014

Giovedì quattro, dopo tanta trepidante attesa e dopo una lunga tournée in giro per il mondo,  Circo de los horrores approda finalmente a Catania dove rimarrà fino al ventuno settembre. Il maestoso tendone, riconoscibile per via del colore nero, si erge su una vasta superficie in Corso Martiri della Libertà. Varcati i cancelli d’ingresso capirete subito di aver abbandonato il mondo dei vivi per uno oscuro, dovunque lapidi e gabbie con scheletri, e mentre la nebbia vi avvolge sarete sopraffatti  da un misto di inconsapevolezza e sgomento. Badate però, tra le urla strazianti non mancheranno di fare la loro apparizione inquietanti presenze, ci sentiamo quindi di consigliare all’ignaro spettatore non solo di sbarrare gli occhi ma di guardarsi anche le spalle, non si sa mai chi potrebbe manifestarsi. In un battibaleno ci scopriamo seduti,  mai posto vi sembrerà più caro, le pulsazioni accelerano e i vampiri fiutano questa tensione. Quando finalmente le Porte del dio ribelle si apriranno nessuno sarà più al sicuro, potrete scegliere se morire di paura o dalle risate, ma la vostra sorte è segnata.