20 marzo, 2016

“LA LEGGENDA DEL PALLAVOLISTA VOLANTE”: LA STRAORDINARIA VITA DI ANDREA ZORZI. Di Francesco Vignaroli


Teatro Dovizi, Bibbiena (AR). Mercoledì 16 marzo 2016

L’incontro tra teatro e sport non di rado fa scintille. Se, poi, a “recitare” la propria vita è un grande (in tutti i sensi!) uomo di sport in carne e ossa, lo spettacolo è assicurato! A sorprendersi e sorprenderci ne La leggenda del pallavolista volante è un monumento vivente dello sport italiano, uno dei più grandi giocatori di pallavolo al mondo di tutti i tempi: Andrea “Zorro” Zorzi!

Veneto, cinquant’anni, Zorzi è stato uno dei pilastri della “generazione di fenomeni”, cioè la nazionale azzurra che negli anni ’90, sotto la guida del mitico condottiero argentino Julio Velasco, ha strabiliato il mondo vincendo i mondiali del ’90 e del ’94 (oltre a tre Europei, varie World League e altro…) e sfiorando l’impresa olimpica ad Atlanta ’96, nella sfortunata finale contro l’Olanda. Una nazionale formidabile e ineguagliabile che, oltre a Zorzi, vantava campioni del calibro di Andrea Lucchetta, Lorenzo Bernardi (eletto “miglior giocatore del XX secolo” dalla FIVB), Marco Bracci, Fefè De Giorgi, Andrea Giani e Andrea Gardini (giusto per fare un po’ di nomi), e che è meritatamente passata alla storia come “squadra del secolo”. Vi basta? Aggiungo che, in ambito nazionale, Zorzi ha giocato ben otto finali scudetto, vincendone due (con Parma e Treviso).
Leggendo questo preambolo, potreste pensare che lo spettacolo sia un semplice, classico incontro celebrativo come tanti, col campione esibito a mo’ di totem che, dall’alto di un immaginario podio (il palco), ascolta compiaciuto l’elenco delle sue vittorie, rispondendo magari a qualche domanda del pubblico… e invece vi sbagliate di grosso! Zorro racconta sì la propria vita (non solo sportiva), ma lo fa rimettendosi in gioco con coraggio e umiltà…recitando! E se la cava pure bene! Accompagnato dall’attrice Beatrice Visibelli -voce narrante e “complice” nei gustosi duetti col protagonista- e diretto con mano sicura dal regista Nicola Zavagli (assieme al quale ha scritto il testo), Zorzi ripercorre le principali tappe della propria carriera e della propria vita con grande autoironia e notevole vis comica, mettendo in scena un “racconto autobiografico recitato” (spero di essere stato chiaro…) dal ritmo frizzante e piacevole. Davvero grande, poi, l’emozione –almeno per quanto mi riguarda- per la rievocazione, attraverso la viva voce di uno dei principali protagonisti, della leggendaria epopea della “generazione di fenomeni”, davvero una pagina indimenticabile per lo sport italiano!
Partendo da un affettuoso amarcord dell’infanzia in Veneto (condita da tipiche e colorite espressioni dialettali del luogo), la coppia ha sfogliato l’album dei ricordi di Zorro alternando vicissitudini private e sportive, e tenendo ben salda la rotta verso la stella polare dell’ironia e della sdrammatizzazione. Senza reticenze né imbarazzo, Zorro ha rievocato i tanti momenti di luce ma anche le ombre della sua carriera: accanto alle innumerevoli vittorie, giustamente enfatizzate, ha fatto capolino, ancora viva nonostante i vent’anni esatti trascorsi, l’amarezza per quel sogno olimpico finito in frantumi proprio sulla linea del traguardo (con un finale ripetutosi, purtroppo per la nazionale italiana, anche ad Atene 2004, ma questa è un’altra storia, poiché Zorro aveva già chiuso…); per quanto riguarda la vita extra-sportiva, cito almeno l’esilarante racconto delle prime, maldestre esperienze col gentil sesso del giovane Zorro, all’epoca un pennellone timido e impacciato, protagonista di improbabili figuracce (come la “barzelletta dei limoni”…)! Tali -ehm- incidenti di percorso non gli hanno comunque impedito, alla fine, di incontrare la donna della sua vita, Giulia Staccioli, atleta a sua volta (ginnasta), conosciuta durante le Olimpiadi di Seul nel 1988. Anche qui, alti e bassi, raccontati senza censure: un matrimonio felice, poi una crisi coniugale sfociata in una dolorosa separazione, quindi il lieto fine della riappacificazione.  Smessi gli abiti da pallavolista, Zorro è rimasto legato al proprio ambiente, facendosi apprezzare come spigliato e competente telecronista sportivo, in attesa di questa imprevedibile svolta artistica…

C’è vita dopo lo sport? A giudicare da Andrea Zorzi, e dalla seconda giovinezza che sta vivendo come attore, sembrerebbe proprio di sì! Non contento del successo de La leggenda del pallavolista volante, Zorro ha da poco debuttato a Firenze (teatro di Rifredi) con un nuovo spettacolo teatrale, Avventuroso viaggio a Olimpia (testo e regia ancora di Nicola Zavagli), come ha raccontato lui stesso nel corso della piacevole chiacchierata col pubblico dopo lo spettacolo (a proposito: se tutti i “grandi” fossero disponibili e gentili come lui…), svoltasi sempre all’interno del piccolo e graziosissimo Teatro Dovizi.
Non c’è dubbio: il teatro italiano ha scoperto un nuovo talento!
Il “gigante buono” ci ha però lasciato con un tormentoso interrogativo, mantenuto da sempre tale per una sorta di vezzo: quanto è alto esattamente? Secondo le statistiche ufficiali 2, 01 m, mentre, stando a ciò che ci ha rivelato, la sua statura reale è compresa tra i 2,05 m e i 2,10 m. In ogni caso, avrebbe senz’altro potuto far domanda per entrare nei Corazzieri…

Francesco Vignaroli


La leggenda del pallavolista volante
di Nicola Zavagli e Andrea Zorzi
con Andrea Zorzi e Beatrice Visibelli
regia di Nicola Zavagli
produzione Teatri d'imbarco

Si ringrazia la compagnia NATA

2 commenti:

  1. This post traces the main stages of the career of the famous Italian volleyball player Andrea Zorzi. Thank you for your interesting information.

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