07 ottobre, 2013

Simone Riccioni: potrei anche essere uno studente modello! Di Sara Morandi


Dal 26 settembre al cinema il nuovo film di Federico Moccia “Universitari – molto più che amici” con Primo Reggiani, Enrico Silvestrin, Nadir Caselli, Brice Martinet, Sara Cardinaletti, Maria Chiara Centorami, Simone Riccioni, Paola Minaccioni, Barbara De Rossi, Maurizio Mattioli, Amanda Sandrelli e Luis Molteni
Questa volta i protagonisti, proprio come si enuncia dal titolo, sono un gruppo di studenti che si trovano a convivere tutti insieme in un’ex clinica in disuso, che la proprietaria ha deciso di dare in affitto a dei ragazzi fuori sede.
Carlo, Faraz e Alessandro, vivranno la loro amicizia fra il disordine e quella complicità che si crea durante una giocosa convivenza maschile, fino a quando non invaderanno il loro alloggio tre nuove fanciulle: Francesca, Giorgia ed Emma.
Tutti insieme creeranno una nuova famiglia e piano piano si inizierà a respirare un’atmosfera fatta di obiettivi, speranze e romanticismo.
Simone Riccioni, voce narrante del film, interpreta Carlo, aspirante regista, voce narrante e protagonista del film. Simpatico, deciso e sognatore e proprio per questo, cade molto spesso in contraddizione con la realtà.
Fra i difetti di Carlo, c’è la paura di non riuscire, del fallimento. Un vero regista può smettere di sognare e di evitare il “the end” nelle sue pellicole?

Simone, protagonista di "Universitari - molto più che amici": com'è nata questa avventura con il regista e scrittore Federico Moccia?

Questa avventura con Federico Moccia, è nata più di un anno fa per puro caso, quando il mio agente mi contattò dicendo che mi volevano provinare per un casting. In quel periodo, stavo lavorando al film "E fu sera e fu mattina" che fra l’altro, sarà prossimamente nelle sale. All’epoca, non sapevo per chi fosse e con chi fosse il provino; mi sono emozionato quando ho scoperto che era per un suo nuovo film e, ancora di più, dopo i 5 provini nei quali sono riuscito a prendere la parte: è stata davvero una soddisfazione grandissima.


Che tipo di studente sei stato? Scapestrato e disordinato o diligente e appassionato?

Sono stato uno studente alle volte scapestrato e altre volte diligente…  A volte anche disordinato, quindi, si può dire sempre ricco di molteplici "personalità". Tutto era dettato dalle mie passioni. Ero più attento alle discipline che in un qualche modo mi "intrigavano" di più rispetto a tutto ciò che non mi interessava al momento.

Qual è il ricordo più bello che hai come studente?

Il teatro ed i miei fantastici professori ...  Non solo, ma anche la spensieratezza di quegli anni in cui tutte le preoccupazioni della vita erano compito dei miei genitori!

Curata da Sara Morandi

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