28 maggio, 2012

Trame di Spettacoli: "Mal bianco", un flusso nebbioso di emozioni



Tre corpi che si muovono dietro ad un tulle bianco, una storia che li lega, anche se apparentemente non la percepiamo. Scappano, si cercano, dipendono gli uni dagli altri, si proteggono per nascondere la realtà meschina e infima. Mal Bianco di Zaches Teatro inizia tutto come un gioco: due mani muovono alcuni pali di ferro su un piccolo ripiano in un meccanismo simile a quello degli scacchi, finché non rimangono sole, illuminate da un solo faro in mezzo ad un buio quasi totale. Vuotata la scena, subentra una figura femminile con una maschera neutra bianca, il cui corpo, come se fosse intrappolato ad un lungo bastone, lo fa vivere e muovere su di sé. Sempre più vicini alla deformazione totale, due dei personaggi si trasformano in animali: le enormi maschere dotate di becco ci fanno intuire che sono pellicani. I tre, tolte le maschere che li coprivano, tornano ad unirsi in una danza caotica, come se sfruttassero tutte le proprie forze per non farsi catturare dalla morte. Morte che si presenta alla fine attraverso una processione di ombre che passeggiano in fila indiana: immagine che rimanda a Cecità di Saramago. In mezzo a tutto questo altre visioni, che non possono fare a meno di coinvolgerti e immergerti in un vortice di emozioni. Neanche un monologo, un dialogo, ma le parole non servono per descrivere quel senso di vuoto, di assenza, di mancanza che l’atmosfera crea. Le musiche contribuiscono a tale sensazione, seguendo gli attori in ogni loro passo, spingendoli a prendere alcune “strade” invece che altre, movendoli in una danza inquietante. Una tremenda angoscia anima i nostri tre performers (Luana Gramegna, Enrica Zampetti e Gianluca Gabriele), che dimostrano una maestria assoluta nell’abbinare tecnica ed espressività. 45 minuti volano e ti spingono ad indagare sulle altre tappe del progetto della compagnia Trilogia della visione, di cui lo spettacolo fa parte.

Sara Bonci

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