25 maggio, 2012

“Gypsy Bop”, i caldi e “nostalgici” ritmi dei Dienne Manouche



Ritmi caldi e brillanti sono quelli che contraddistinguono “Gypsy Bop”, cd del gruppo “Dienne Manouche”, inciso nel 2011. Dario Napoli alla “Lead guitar”, Emile Requin alla “Rhytym Guitar” e Bozorious ai “Double Bass-piccolo reso-bass”, danno vita a un vivace dialogo concertistico, a un “divertimento” che diverte ascoltare. Si comincia dai primi due brani: “A night in Tunisia” e “Hungaria”, in cui, già dai titoli, si capisce che si ascolterà ritmi di altre culture, e, in parte, è proprio così, perché ascoltando questi primi due pezzi ci sembra di essere catapultati in mondi musicali diversi- anche se permane sempre il tocco originale dei Dienne Manouche, che oscilla tra il Jazz melodico e il Blues. Si continua con questi caldi ritmi, passando per “Mondello beach”, una traccia anche questa molto dinamica e danzante, una traccia che ha in sé un ché di nostalgico, un’allegria che ci riconduce direttamente all’età dell’oro degli anni ’50. In effetti, come dicevo prima, sembra che per questo gruppo il Jazz melodico non sia finito, ma che, anzi, debba continuare a resistere e divertire sempre, come una volta- va comunque specificato che la musica dei “Dienne Manouche” ha un sapore nuovo, che supera quello del Jazz melodico, alimentandolo di caldi toni, delle volte presi in prestito dalla musica sud-americana (in effetti, la loro musica si carica, delle volte, di una certa forza sensuale, tipica della musica popolare argentina).
Andando avanti con i pezzi del cd arriviamo alle ultime tracce: numero 11 “J’attendrai” e numero 12 “Nuages”, dove si tralasciano i ritmi squisitamente brillanti a favore di qualcosa di più “soft”, lento e lirico, andando così alla ricerca di note più sentimentali. Il sentimento comunque connota tutta la musica del gruppo e si tratta di un sentimento che pare quasi nostalgico, della nostalgia della musica di qualche decennio fa. In effetti, almeno a me, questi pezzi fanno questo effetto: mi trasportano negli anni ‘50, dove posso ascoltare una piacevolissima musica per le mie orecchie e per il mio spirito. Mi piace e mi diverte ascoltarla, e ancora di più quando mi rendo conto che anche chi la suona si diverte.


Stefano Duranti Poccetti

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