23 maggio, 2012

In un mondo che ha perso le sue icone, diventa icona Belén Rodríguez. La colta ironia di Antonio Matragrano



Icona con Belén Rodrìguez
Dove sono finiti gli Dei? Dove sono finiti i Santi? Dov’è finito Dio? Dove sono finite le vere Icone? Sembra chiedersi questo l’artista Antonio Matragrano, che – nel suo iter “Icone contemporanee” – è costretto a rendere divinità e santi i nostri odierni vip (dovremmo dire “le nostre odierne vip”, visto che si tratta di protagoniste al femminile), da Belén Rodríguez ad Angelina Jolie. È questa una satira pungente, risultato di una società malata, di un’informazione malata, che pone sul trono chi non se lo merita. “Leoni per agnelli” insomma, leoni che sono posti dalla popolarità su un piedistallo che si regge solo grazie alla popolarità stessa. La popolarità, insomma, è riuscita a rendere Belén Rodríguez una Santa Benedetta, ed è emblematica l’icona di Matragrano che rinchiude la showgirl dentro un velo, ponendole in testa una grande aureola – rappresentativa la “farfallina” dipinta sulla parte bassa dell’opera, simbolo delle recenti vicende che l’hanno vista coinvolta a Sanremo.
Icona con Angelina Jolie
L’aureola della santità tocca anche ad Angelina Jolie, eccola là incoronata in una posa tipicamente fotografica, in cui è evidente il suo tatuaggio sulla spalla- una santa con un tatuaggio?

Icona con la giornalista
Maria Francesca Rotondaro
Per le altre icone l’artista tralascia l’iconologia cristiana a favore di quella pagana, per non dire esotica. Maria Francesca Rotondaro, Amelia Smolinska e Vanessa Apolito, sono rappresentate infatti con una grande corona tondeggiante, tipica dei totem di certe civiltà lontane. Senza comunque voler scendere nei particolari antropologici, quello che interessa è che anche loro sono incoronate, incoronate in modo più profano, ma comunque incoronate, incoronate dalla popolarità –o, se non dalla popolarità, dall’occhio indiscreto dell’osservatore, che le rende quasi degli oggetti.
Tutte donne le protagoniste di queste icone, donne costrette a sopportare il loro peso sociale, la popolarità che gravita sopra di loro. È così allora che avviene una sorta di ribaltamento, dove le incoronate diventano vittima degli incoronatori, arrivando a un punto d’insostenibilità umana, quando una donna non è più vista come una donna, ma come un personaggio, come una maschera da Commedia dell’Arte, ridotta quasi a un oggetto.
Icona con la modella Vanessa Apolito
Icona con l'attrice
Amelia Smolinska
Dal punto di vista tecnico Matragrano fa uso sapientemente della commistione tra fotografia e pittura. Le foto delle “vip” vengono fuori in modo tridimensionale e la geometricità delle forme dell’opera e l’uso del colore oro ci fa pensare alle opere di Klimt e poi, certo, alle antiche icone medievali –con uno sguardo a quelle di scuola russa. Una satira ironica sulla società quella creata da Matragrano tramite le sue icone, in un modo, tra l’altro molto originale, e anche colto.

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Stefano Duranti Poccetti

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