25 aprile, 2012

FILARMONICA DELLA SCALA AL CINEMA - OMAGGIO A GEORGE GERSHWIN




Prosegue al Teatro Signorelli, nell'ambito della rassegna "CORTONA IN MUSICA 2012", la trasmissione in diretta via satellite ed in alta definizione dei concerti organizzati dal Teatro alla Scala di Milano per celebrare il trentesimo anniversario della FILARMONICA DELLA SCALA (ricordo il precedente appuntamento del primo Aprile, sinfonie n.41 K551 Jupiter di Mozart  e n.1 di Brahms per la direzione del Maestro Christoph Eschenbach). L'originale e innovativa iniziativa, denominata eloquentemente "FILARMONICA DELLA SCALA AL CINEMA", si propone di permettere agli appassionati di tutto il mondo (il progetto ha visto l'adesione, oltre che dell'Italia, di vari paesi europei ed extraeuropei) di fruire, rigorosamente in diretta ed in condizioni audio/video ottimali -nei limiti delle possibilità tecniche delle varie sale cinematografiche aderenti-, dello spettacolo offerto dai migliori direttori d'orchestra del mondo, chiamati per l'occasione a guidare la prestigiosa filarmonica milanese, fiore all'occhiello dell'eccellenza musicale italiana, che è giusto valorizzare e far conoscere nel pianeta.

Il compositore americano George Gershwin (1898-1937) è stato una delle figure-chiave del '900 artistico, e non solo nell'ambito della musica classica: l'innata sensibilità e curiosità verso ogni forma musicale, il suo eclettismo, l'assenza di pregiudizi culturali e il desiderio di innovare lo hanno portato a costruire una musica che solo riduttivamente può essere definita "classica". Le sue composizioni sono in realtà magistrali esempi di contaminazione tra i vari generi circolanti nella prolifica scena americana di inizio '900 (blues, jazz, gospel, folk...) e la classicità della Mitteleuropa dei secoli precedenti, vere e proprie testimonianze di un felice sincretismo culturale capace di abbattere barriere spazio-temporali giudicate (almeno prima di Gershwin) invalicabili. L'evidente ibridazione delle sue opere più celebri -la "RAPSODIA IN BLU", "AN AMERICAN IN PARIS", "PORGY AND BESS", tutte caratterizzate dal prevalere di un mood jazz innestato su un impianto classico-, rendono la musica di Gershwin straordinariamente attuale oltreché godibile e accessibile ai profani del genere (tra i quali si trova chi scrive); a distanza di quasi un secolo la sua produzione, canzoni comprese (perché anche ad esse si è dedicato, insieme al fratello paroliere Ira), mantiene una freschezza melodica straordinaria che fa ben comprendere perché i grandi nomi del jazz e della musica leggera più in generale abbiano fatto (e facciano tuttora) a gara per omaggiare le sue opere ( su tutto, è sufficiente citare la "PORGY AND BESS" di Miles Davis) e le sue songs (quante versioni saranno state incise di "SUMMERTIME"? Dovendo sceglierne un paio non avrei dubbi: quella jazz di Ella Fitzgerald e l'epica,sofferta, definitiva e straziante incisione di Janis Joplin con i suoi "BIG BROTHER & THE HOLDING COMPANY" nello storico album "CHEAP THRILLS" DEL 1968; di "S'WONDERFUL" invece, altro brano divenuto nel tempo un celebre standard jazz, cito volentieri l'elegante rilettura della crooner canadese Diana Krall), per non parlare poi della fortuna di Gershwin al cinema: nel mare di rifacimenti e film ispirati al Maestro, come dimenticare i passi di Gene Kelly in "UN AMERICANO A PARIGI",il tributo hollywoodiano del 1951 diretto da Vincente Minnelli e premiato da una pioggia di Oscar -tra cui quelli per il miglior film e, naturalmente, per la miglior colonna sonora-, omaggio al figlio che Hollywood perse subito dopo averlo adottato (vi si era trasferito solo un anno prima della prematura scomparsa, per dedicarsi alle musiche per il cinema); il film permette di apprezzare al meglio le canzoni dei fratelli Gershwin, pezzi del calibro di "I GOT RYTHM", "LOVE IS HERE TO STAY" oltre alla già citata "S'WONDERFUL". Non ho dubbi che, se la vita gliene avesse concesso l'opportunità, Gershwin avrebbe potuto eccellere anche come autore di colonne sonore cinematografiche (è davvero arduo riascoltare "AN AMERICAN IN PARIS" senza proiettarsi nella mente, in sottofondo, i fotogrammi delle splendide coreografie di ispirazione pittorica (Renoir, Van Gogh e altri) del balletto finale del film).

E allora, ad assecondare il maestro cerimoniere Riccardo Chailly -direttore d'orchestra di lungo corso dal curriculum chilometrico (che qui vi risparmio ma che è facilmente reperibile in rete per chiunque voglia approfondire), abituale collaboratore della Filarmonica della scala nonché attuale direttore del GEWANDHAUSORCHESTER di Lipsia-, chi meglio di Stefano Bollani -forse il più grande pianista italiano del momento-, colui che ha fatto della versatilità e dell'eclettismo quasi delle regole di vita, oltre che la cifra artistica principale del proprio percorso (è ormai consuetudine vederlo alternarsi, con la massima naturalezza e disinvoltura di questo mondo, tra un progetto jazz e un concerto di classica, piuttosto che tra una comparsata in tv a riproporre spiritosamente le canzoni di Paolo Conte (imitandone persino la voce!) e un omaggio al Brasile sconosciuto col progetto "CARIOCA")? In una serata che celebra Gershwin, la presenza sul palco di un artista sempre pronto a rimettersi in discussione e apertissimo ad ogni idea purché buona come Bollani, si tinge di un suggestivo valore simbolico, stipulando una sorta di ideale "continuum empatico" tra il compositore americano e l'estroso, funambolico, grande pianista milanese (ma forentino d'adozione), due uomini di cultura accomunati dal rifuito dei pregiudizi e da un'insaziabile desiderio di conoscenza. L'apparizione di figure carismatiche e fuori dagli schemi come quella di Bollani in particolare, costituisce un toccasana rigenerante per un ambiente tradizionalmente paludato e serioso come quello della musica colta (ma anche di certo jazz...si pensi a Keith Jarrett...), oltre a fungere da viatico per favorire l'avvicinamento degli ascoltatori più giovani ad un ambiente troppo spesso esclusivo e quindi escludente.

La serata -opportunamente introdotta da cenni storici e tecnici qualificati, integrati poi dalle interviste ai protagonisti dell'evento messe in onda durante le pause tra le esecuzioni- si è aperta con la riproposizione di estratti dalla suite "CATFISH ROW", una rilettura sinfonica che lo stesso Gershwin ha operato della sua opera più famosa, "PORGY AND BESS"; è giunto poi il momento dell'attesa e celeberrima "AN AMERICAN IN PARIS", la cui impeccabile esecuzione ha ricevuto un giusto plauso prolungato da parte del pubblico (teatro gremito in ogni ordine di posto); dopo l'intervallo, l'evento-clou del programma con l'ingresso fianco a fianco di Chailly e Bollani per il "CONCERTO IN FA" per pianoforte e orchestra, uno dei sogni gershwiniani più ambiziosi. La palpabile sintonia tra i due (che del resto si conoscono già benissimo, avendo realizzato insieme un album tributo a Gershwin, "RAPSODIA IN BLU E CONCERTO IN FA", divenuto rapidamente un cult, tanto da essere stato recentemente ristampato in versione deluxe a doppio disco, alla maniera dei grandi dischi rock e pop) ha prodotto un risultato eccellente, come solo una profonda complicità poteva garantire.
Esaurito il programma ufficiale, tempo di bis a raffica, con un incontenibile Bollani a scherzare prima con Chailly ed orchestra, poi a folleggiare in splendida solitudine, lanciato in spericolati fraseggi jazz ipnotici la cui lunghezza ha finito per stupire e deisorientare perfino il "povero" satellite, dotato di autonomia temporale per il collegamento (spero capiate) tassativamente limitata alla soglia invalicabile delle 22, col risultato che ci siamo visti sfumare sul più bello la sarabanda bollaniana, troncata di netto dall'impietosa e perentoria apparizione del "nero" sullo schermo...così è la vita!
Una piccola nota stonata che comunque non sposta di un millimetro il mio giudizio, decisamente positivo, su questo interessante e riuscito esperimento al quale ha senz'altro giovato la cornice evocativa del nostro bel teatro Signorelli (forse pure troppo: l' immedesimazione è stata tale che al termine dei brani veniva veramente voglia di applaudire, come se ci trovassimo fisicamente a Milano e i musicisti potessero sentirci, una situazione ai limiti del surreale...), funzionale nel mitigare una certa impressione di "virtualità" generale (siamo lì senza esserci): contraddizioni della tecnologia!


DIRETTORE  RICCARDO CHAILLY

PIANOFORTE  STEFANO BOLLANI

GEORGE GERSHWIN

CATFISH ROW

catfish row
porgy sings
fugue
hurricane
good morning brother (sistuh)

AN AMERICAN IN PARIS

CONCERTO IN FA

allegro
adagio- andante con moto
allegro agitato

Prossimi appuntamenti, sempre al teatro Signorelli, con i grandi concerti della "FILARMONICA DELLA SCALA AL CINEMA":

LUNEDI' 7 MAGGIO

DIRETTORE  ANDREA BATTISTONI

PIANOFORTE  ALEXANDER ROMANOVSKY

MATTEO FRANCESCHINI  "JA SAM"- PRIMA ESECUZIONE ASSOLUTA

 SERGEJ RACHMANINOV  "RAPSODIA SU UN TEMA DI PAGANINI/ SINFONIA N.2"

LUNEDI' 21 MAGGIO

DIRETTORE  FABIO LUSI

PIANOFORTE  RAFAL BLECHAZ

GIOVANNI GABRIELLI  "TRE CANZONI"

LUDWIG VAN BEETHOVEN  "CONCERTO PER PIANOFORTE N.4"

ALFREDO CASELLA  "PAGANINIANA"

OTTORINO RESPIGHI

"FESTE ROMANE"

PREZZI: INTERO EURO 15;  RIDOTTO EURO 12; RIDOTTO (MAIN PARTNERS) EURO 10


Francesco Vignaroli

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