21 marzo, 2012

Un po' di storia. L'ultima volta degli Oasis a Roma


Un po’ di storia. il febbraio del 2009 ha contrassegnato l'ultimo concerto a Roma degli Oasis. Per ricordare quell’evento ecco un prezioso documento che ricorda quella sera: una recensione scritta da Flavia Clari



OASIS
20.02.2009 Roma - Palalottomatica

“Rock ‘n’ roll star” Con questa canzone si apre il più atteso concerto dell’anno.
Finalmente dopo 5 anni torna in Italia la band inglese amata da tutta Europa: OASIS!!
Sono le ore 21.00, il Palalottomatica di Roma è colmo di fan, dal 2° ma ancor di più dal 3° anello si vedono soltanto TANTE teste... Sono i ragazzi del Parterre che sono lì dalle otto di mattina per vedere il più vicino possibile la loro band preferita; Tra i posti degli anelli c’è addirittura gente in piedi o seduta per le scale. Un concerto sold out infatti già da novembre erano terminati tutti i biglietti.
Si spengono tutte le luci della sala, la folla inizia ad urlare e a gridare il loro nome, sul palco iniziano ad alternarsi delle luci a strobo seguite da luci occhi di bue come se stessero cercando la band…Ed eccoli apparire: i fratelli Gallagher, Andy & Gem sotto la loro classica canzone di apertura: “Fuckin in the Bushes”.
Luci blu, Liam conquista il centro del palco, assume la sua classica posizione un po’ storta davanti al microfono e il concerto ha inizio!
Con quale canzone migliore poteva aprire il concerto e spiegare come si sentiva se non con Rock ‘n’ roll star?? “Tonight I'm a rock n roll star!!” E ci ha fatto sentire a tutti come delle vere star del rock ‘n’ roll ...
Comincia così un grande mix di brani vecchi e nuovi da Lyla a Shock of the lightning (singolo tratto dall’ultimo album della band inglese) e l’ostilità tra i due fratelli Gallagher è sempre più accentuata e il tipico atteggiamento di Liam di andarsene mentre canta il fratello è stato ben visibile nella canzone “ The Masterplan”.
Ma il brano che accende il corpo e l’anima del pubblico è solo uno: “What’s The Story Morning Glory” che trasforma il palalottomatica come un vero inferno: le luci tingono il palco e la folla di rosso e milioni di fan saltano, ballano e gridano “in quell’aere senza stelle e senza tempo”.
Ma sono fan destinati e che appartengono al paradiso, infatti, una lieve luce azzurra illumina il palco e l’unica luce che illumina la folla è la fiamma degli accendini sventolati. Come se fosse un coro di angeli si sente soltanto la voce del pubblico che da sola inizia la canzone più dolce e lenta degli Oasis: “I’m outta time”.
Non poteva non mancare la più bella canzone mai scritta dai fratelli Gallagher... Un colpetto di tosse... Tempo stabilito dalle bacchette della batteria... e la chitarra acustica che dà inizio a un brano colonna sonora di molte storie d’amore: “Wonderwall” ; innamorati che si baciano e si abbracciano dolcemente, persone che si dedicano questa canzone attraverso il telefono, una chiamata alla loro amata che non ha fatto in tempo a prendere il biglietto. È come se l’attenzione per un attimo si spostasse dal cantante agli occhi del tuo amato, come se in quell’istante in mezzo a un milione di persone esisteste solo tu e lui.
Ma l’apoteosi del concerto si ha con la fantastica canzone: “Don’t look back in anger” un esibizione da brivido; Noel con la sua chitarra ci fa emozionare e ci lascia cantare da soli il ritornello di questo meraviglioso brano: “And so, sally can wait, She knows its too late as were walking on by. Her soul slides away, But dont look back in anger. I heard you say”. Ma la cosa più bella, oltre a sentire solamente la nostra voce, è stato vedere sul grande schermo del palco le nostre facce che cantavano con gioia e felicità questa splendida canzone, come se fossimo noi le vere star!
E con il brano “I Am the Walrus” (cover dei The Beatles) si conclude purtroppo questo incantevole sogno che tutti noi avremmo voluto che durasse per l’eternità.
Anch’io ho partecipato a questo straordinario evento ed è stato bellissimo, stupendo, magnifico averli tutti a pochi metri, incrociarne lo sguardo, anche solo per un attimo, cantare con loro e anche più forte di loro. Terrò sempre il ricordo di quella sera e per qualche giorno questo sorriso inebetito che dal 20 febbraio ho stampato in faccia e che questa band mi ha regalato.

Flavia Clari

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