14 gennaio, 2012

“Fantasmi d’amore”. La storia del Gotico nel cinema: quel “genere” che in Italia è stato fin troppo spesso trascurato




Un approfondito studio sulla storia del cinema gotico italiano, in cui troviamo le vicende di esseri fantastici e immaginari, come vampire, streghe, spiriti. Questo è Fantasmi d’amore. Il gotico italiano tra cinema, letteratura e tv, l’ultimo libro di Roberto Curti, redattore di Blow Up e collaboratore del dizionario MereghettiSi tratta di un libro edito alla casa editrice Lindau, uno studio nuovissimo, uscito proprio alla fine dell’anno appena passato: precisamente il 17 novembre. 
Troppo spesso, credo, si è dimenticato e si dimentica, il lato gotico e sovrannaturale del cinema italiano, che viene invece ricordato per altri aspetti, di recente purtroppo neanche piacevoli. Ma questo studio risveglia quella “ombra” del nostro cinema, che delle volte si cerca di combattere o che viene involontariamente trascurata, non vedendola forse come connotativa del “cinema all’italiana”. È così che Roberto Curti ci ricorda i registi italiani Riccardo Freda,  Mario Bava e tutto quel fervore per il fantastico che fece di Barbara Steele negli anni una sorta di mito degli anni '60. L’autore parla anche di Antonio Margheriti e Dario Argento (come non parlarne?), e  anche di altri registi, che hanno trattato il gotico in modo personale e originale, come Federico Fellini, Dino Risi e Pupi Avati, senza trascurare le produzioni tv che hanno fatto di queste tematiche le loro protagoniste.
Si tratta di un’opera completa dalle origini a oggi, che non si ferma a fissare l’argomento in modo introduttivo, ma approfondendolo anzi in modo ampio, contestualizzandolo con precisione e dando efficaci informazioni sugli autori, senza trascurare il legame tra letteratura e film e il contesto culturale e commerciale in cui le opere sono venute alla luce. 
La prima domanda che ci si pone nel libro è: “Che cos’è il gotico?”, e già qui ci si pone davanti al problema di trattare un argomento apparentemente semplice, ma in realtà molto complesso. Sicuro è che si parlerà di storie fantastiche e spaventose, come ricorda Roberto Curti nella premessa, citando Giovanni Verga, da Le storie del castello di Trezza: “È una storia spaventosa – mormorò la signora Matilde. – Togliamone pure i fantasmi, il suono della mezzanotte,  il vento che spalanca usci e finestre, e le banderuole che gemono, è una spaventosa storia!”, che vale la pena di leggere, aggiungo io, se Giovanni Verga mi permette.

Stefano Duranti Poccetti









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