01 febbraio, 2016

INTERVISTA CON LUCA DE BEI. Weekend ritorna nella terra di Ruccello. Di Paolo Leone


Luca De Bei, uno dei più importanti autori e registi teatrali italiani, sta per dare vita ad un grande evento: riportare lo splendido testo di Annibale Ruccello, compianto drammaturgo scomparso prematuramente nel 1986, nella sua terra, a Napoli. Lo splendido Weekend, messo in scena due anni fa a Roma, sarà al Piccolo Bellini dal 2 al 7 febbraio.

Luca, non eri mai stato a Napoli con questo spettacolo, vero?

No no, questa è la prima volta ed è la prima volta che Weekend viene fatto a Napoli dopo la morte di Annibale. Tra l’altro, lui ci ha lasciato pochi ma meravigliosi testi, come Notturno di donna con ospiti, Le cinque rose di Jennifer, Ferdinando, il suo capolavoro, ed altri atti unici. Mentre Le cinque rose di Jennifer è stato rappresentato decine di volte, Weekend non l’aveva toccato nessuno, fatto abbastanza misterioso questo! E’ vero che è un testo difficile, intendo dire difficile da comprendere sulla carta. Ci sono dei passaggi molto criptici. E’ anche vero che l’attrice che lo aveva interpretato in passato, Barbara Valmorin, aveva lasciato la sua impronta. Sembrava quasi di scipparglielo.

Quando vidi Weekend alla Cometa di Roma, mi colpì molto anche la tua regia. Su cosa hai lavorato maggiormente, come ti sei approcciato ad un testo così forte?

Ho lavorato soprattutto sulle atmosfere, anche sulla psicologia dei personaggi, ma soprattutto sulle atmosfere perché il teatro di Ruccello vive soprattutto di queste. Le parole ci sono e sono importanti, le situazioni sono sempre sorprendenti, le psicologie perfette. Però la specialità di Ruccello sono le atmosfere. Anche gli altri spettacoli suoi che io ho visto, restituivano le atmosfere centrando il punto. Altri, che hanno usato i testi di Annibale per fare altro,  tentando di infilarci visioni personali, non hanno funzionato. Nel caso di Weekend, che si svolge in un fine settimana, credo di aver sentito le atmosfere che sentiva lui. Quelle domeniche pomeriggio degli anni 80, lunghissime, lente, sonnolente, in cui sembrava che il lunedì non arrivasse mai. Tant’è che, se ricordi, misi anche in scena la sigla del 90° minuto di allora perché sono quelle cose che ci appartengono. La protagonista apre una finestra e sente il rumore di un treno che passa, l’abbaiare lontano dei cani…un tempo dilatato. Come se la vita fosse raggelata in quel lungo pomeriggio. Come la vita della protagonista, in fin dei conti.

Ecco, in tutto questo, quanto ti è stata d’aiuto un’attrice come Margherita Di Rauso che hai diretto anche in altri spettacoli tuoi?

Margherita è la ragione per cui decisi di mettere in scena questo spettacolo!  Io conoscevo Weekend da quando, come attore, lavorai ne Le cinque rose di Jennifer per la regia di Enrico Maria Lamanna. Lui mi regalò il libro. Quindi da anni volevo farlo, ma non trovavo l’attrice giusta. Difficilissimo trovarla perché deve essere credibile come una professoressa di italiano acida, ma allo stesso tempo molto sensuale. Poi deve avere una forza straordinaria perché quello di Ida è un personaggio furibondo, una mangiatrice di uomini, ma deve mostrare anche la sua fragilità. Tutto si svolge probabilmente nella sua mente. Ci vuole una tecnica spaventosa e Margherita è tutto questo! In questo spettacolo si toccano tanti registri..fa ridere a tratti come una commedia ma è drammaticissima, tragica direi. E poi, la protagonista deve essere campana, perché nel testo si dice che viene da un paesino della provincia campana. Un particolare molto importante.

So che c’è una variazione nei protagonisti maschili.

Sì, c’è un nuovo giovane attore che è Gregorio Valenti. E’ una sfida, un attore non ancora maggiorenne che è al suo primo ruolo importante.

Andrete in tourneèe con questo spettacolo?

Guarda Paolo, dovremmo andare a Milano ma se ne parla per la prossima stagione, non in questa. Volevo aggiungere una cosa, se mi consenti. Mi dispiace molto che la mamma di Annibale Ruccello sia venuta a mancare da poco e ci tengo a dire che le nostre repliche di Napoli saranno dedicate a lei.

Grazie Luca e a presto.

Grazie a voi e ai lettori del Corriere dello Spettacolo!


Paolo Leone

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