21 settembre, 2015

“Nel Fondo”. Quattro personaggi per parlare della perenne sconfitta del mondo. Di Stefano Duranti Poccetti


Bucine, Teatro Comunale. Venerdì 18 settembre 2015

Quattro personaggi sul palcoscenico: un comico fallito e ubriacone, un barone decaduto, una prostituta alla ricerca dell’amore, una donna fuggita da un marito alcolizzato e violento. Quattro personaggi uniti da un destino truce, adesso costretti a vivere in un misero scantinato composto scenicamente da fogli di quotidiani sparsi – la continuità ciclica e distruttiva della storia -, da bottiglie vuote che sembrano ricordare la perduta speranza dei protagonisti, che oramai trovano solo un apparente e temporale sollievo nell’alcool, da sedie e da un tavolo centrale, elementi praticabili indispensabili per l’andamento del dramma. Curiosa anche la presenza di microfoni, che vengono usati per dare luce a battute di essenziale valore. Si tratta di “Nel Fondo”, il primo spettacolo che vede la regia di Ciro Gallorano.
Anzi, diremo, per essere precisi, che si tratta della prima messa in scena curata interamente dal suddetto, che si è preso cura della regia, della sceneggiatura e di tutto ciò che è servito per creare questa rappresentazione, un libero riadattamento di “Bassifondi” di Gork’ij. Ciro Gallorano si trova anche sul palcoscenico e interpreta il ruolo del Comico fallito, alla ricerca di un’utopistica “Città dei Giusti”, vana ricerca che lo condurrà al suicidio. Il creatore di “Nel Fondo” è affiancato da Sara Bonci, nei panni della prostituta, che insieme a Filippo Mugnai, nel ruolo del Barone decaduto, sarà l’unica a rimanere in vita alla fine della vicenda, un finale dove pare riemergere uno spiraglio di salvezza, con i due che, dopo essersi pizzicati per tutto lo spettacolo, sembrano voler trovare rappacificazione. Chiara Cappelli è invece la donna fuggita dal terribile marito e per lei sarà una sorte dolorosa, perché scovata dallo stesso sarà costretta a una morte fuori scena, raccontata dall’addolorata prostituta. La vera protagonista della mise en scène e regina della trama è, per così dire, l’angoscia dei quattro personaggi, che dall’inizio alla fine si crogiolano sulle loro tristezze e su quelle del mondo che li circonda, toccando argomenti di attualità – sono proiettati anche video rappresentanti la crudeltà del nostro mondo attuale – per parlarci non solo meramente della loro crisi, ma anche di quella del sistema globale e dell’alienazione in cui è caduto l’individuo moderno.

Una regia congrua, ritmi scenici pienamente rispettati per questa pièce di circa un’ora, che ci convince in tutto e per tutto. Bravi gli attori, che, perfettamente calati nei loro personaggi, sono affiatati e riescono a compensarsi a vicenda. Ciro Gallorano è il comico ubriacone, che però fino alla morte nutre la speranza dell’esistenza di un mondo migliore e l’attore e regista interpreta bene questa bipolarità di ascesa e discesa, che lo vede continuamente cadere e rialzarsi; Sara Bonci è la prostituta, prostituta per necessità, per accaparrarsi quei pochi spiccioli per pagare l’affitto. Interpreta bene la donna che ha imparato a vendersi per salvarsi, ma alla quale è rimasto ancora un cuore e un immenso desiderio di dare e ricevere amore. Filippo Mugnai è il Barone decaduto, cinico e ironico; un Barone che sta tra la realtà e la fantasia, tanto è vero che le affermazioni che fa sul suo passato sono sbeffeggiate dagli altri tre. L’attore è bravo a stare in piedi sul filo sottile, a tenere perfettamente a galla un personaggio che sta tra il piano onirico e quello reale. Chiara Cappelli è una donna forte, determinata, razionale, che è fuggita da un marito violento per cercare la libertà. È forse la meno rassegnata degli altri, è quella che sembra avere sempre un asso nella manica e l’attrice s’immedesima per il meglio in questa determinatezza. A proposito di assi nella manica, è molto suggestiva la scena del “gioco di carte”, dove, tempestati da un’incalzante musica di violino, i quattro protagonisti giocano in modo compulsivo tirando carte sul tavolino, per terra, tirandosele addosso… dappertutto! E questo avviene in una dimensione gradevole, ironica, frenetica, quasi clownesca, una dimensione che rompendo la quarta parete giunge diritta al lato più viscerale degli spettatori, che per questa prima al Teatro Comunale di Bucine sono stati numerosi e spero che per le prossime date saranno sempre e sempre di più, perché lo spettacolo (avvenuto anche grazie al supporto della Compagnia “Diesis Teatrango” di Piero Cherici e Barbara Petrucci) lo merita, lo meritano gli attori e lo merita Ciro Gallorano, che si presenta così con un ottimo biglietto da visita nel panorama registico contemporaneo.

Stefano Duranti Poccetti


“Nel Fondo”
riadattamento
di “Bassifondi” di Gork’ij
poesie di Raffaello Pecchioli

di Ciro Gallorano

con
Sara Bonci
Chiara Cappelli
Ciro Gallorano
Filippo Mugnai

con supporto di tutoraggio da parte 
della Compagnia Diesis Teatrango

speciali ringraziamenti a
Piero Cherici
Rossano Dalla Barba
Sara Pecchioli

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