04 luglio, 2015

Teatro San Luigi Guanella, il coraggio dei valori. Di Paolo Leone


In una città sempre più difficile da vivere, dove per un teatro che riapre (l’Eliseo), altri tre vengono chiusi (i teatri di cintura) senza una ragione logica e con danni incalcolabili per le periferie, c’è ancora chi crede nella forza delle idee, della cultura, del valore civile, sociale, del fare teatro. E apre un nuovo spazio, lanciando la prima stagione ufficiale, dopo un anno di spettacoli sporadici, con un buon riscontro di pubblico. Giovedì 2 luglio il Teatro San Luigi Guanella a Roma, quartiere Prati, ha emesso il primo vagito con la presentazione del cartellone 2015/2016. Il Direttore Artistico Pier Luigi Nicoletti, emozionato, ha accolto nella nuova, moderna e bellissima struttura in Via Girolamo Savonarola 36, le compagnie che saliranno sul palco durante la stagione prossima. Il coraggio, in questo caso è sorprendentemente doppio. Non solo per la decisione di iniziare un’avventura del genere, ma per la tipologia di cartellone proposto. Non c’è l’adeguamento verso il basso, alla ricerca delle facili e grasse risate e di un furbo, banale adescamento di pubblico.
I dieci spettacoli presentati sono di ottima qualità, denotano una ricerca di significati profondi, indipendentemente dal genere con cui verranno rappresentati, più o meno brillante. La linea di questo nuovo teatro ci è piaciuta subito, del resto confermata dalle parole del Direttore Nicoletti “Non volevamo che fosse una presentazione eclatante, non ci interessa – ha spiegato – piuttosto ci teniamo che tra un anno si dica che la stagione 2015 – 2016 di questo teatro sia stata una stagione di qualità”. Scorrendo il programma, la piacevole sorpresa è proprio la linea di rotta indicata dalle parole del direttore. Alcuni spettacoli li ho visti in passato e sono veramente una sicurezza sia nella qualità dei testi che in quella degli interpreti. Alcuni suscitano molta curiosità, come l’adattamento in romanesco di una commedia di Eduardo Scarpetta (1880), Tre pecore viziose, di cui il regista Pino La Grasta ha spiegato l’importanza della ricerca del dialetto di appartenenza senza scimmiottare il napoletano da parte di chi napoletano non è. Intrigante anche il classico proposto nel secondo appuntamento stagionale, La locandiera di Goldoni, con Sabrina Fabbrizi per la regia di Tommaso Sassi, che sarà interpretata, come annunciato da quest’ultimo, “con una prova attoriale che va al di fuori del manierismo goldoniano”. 

Viene riproposto, dopo il successo dell’anno scorso, L’incanto di Natale, di Paola Nicoletti, con il bravo e simpaticissimo Stefano Antonucci insieme a Laura Troschel, una bella e poetica storia che sfiora con delicatezza la tematica dell’autismo. Due gli appuntamenti, a gennaio e marzo, con una coppia di attori di grande qualità come Carmen Di Marzo e Francesco Maria Cordella, che saranno in scena con due spettacoli di forte impatto emotivo: Confinati a Ponza e Sotto Ponzio Pilato. Il primo è una bellissima storia ambientata nel luglio del 1943, sull’isola dei confinati, dove si trovano contemporaneamente Mussolini e Nenni, con una vivandiera che tenterà di riconciliare i due ex amici; il secondo è una potente, drammatica messa in scena sul tormento, sui dubbi di un Pilato come mai si era visto prima.  Un ottimo colpo è  anche la presenza di una compagnia siciliana che porta in scena La cura del ponte, di Mario Alessandro Paolelli, testo bellissimo e di fine approccio psicologico, di cui abbiamo sentito parlare molto bene nel recente passato. A marzo arriva il raffinato umorismo di Stefano Santomauro (coautore è Carlo Neri) con il suo MeteoropatiKo, monologo surrealista da non perdere. Gabriele Mazzucco, autore di La storia di mezzo, interessantissimo autore emergente, romano, ci porterà in una storia giovane, divertente, surreale, con un finale da brivido. In preparazione anche una commedia musicale, prodotta dall’AICAB (Associazione Italiana cabarettisti) che andrà a chiudere la stagione, che sarà invece aperta da una commedia, Last minute, con Sandra Milo, Laura Troschel, Marina Occhiena e Lorenza Guerrieri.
Fuori cartellone, tante le inziative e gli appuntamenti, con il Cartellone Bimbi (tre spettacoli in occasione di Halloween, Natale ed Epifania), il Teatro fuori teatroL’arte nel disagio (lodevole iniziativa), lo Speciale Musica, lo Speciale Comicità con i bravissimi Marco & Mattia, e l’affermatissimo concorso di poesia, Tea Poetry, che a novembre e a marzo radunerà poeti di ogni dove per una bellissima kermesse.
Tante idee, tanto entusiasmo, una campagna abbonamenti a prezzi popolari. Soprattutto, la direzione del Teatro San Luigi Guanella si lancia in questa nuova avventura con il coraggio di non affidarsi alla banalità per cercare facili consensi. Si affida invece al teatro vero, fatto di idee, valori, testi ed interpreti in grado di ben rappresentarli sulla scena. Il Corriere dello Spettacolo augura i migliori successi a questa nuovissima realtà.



Paolo Leone

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