14 novembre, 2014

Daniele Boccarusso, giovane protagonista di "Gioventù Sballata", la docu-fiction di Claudia Conte ed Emanuele Ajello. Intervista curata da Claudia Conte


Cari lettori del Corriere dello Spettacolo,
oggi in esclusiva per voi, la vostra redattrice Claudia Conte intervisterà Daniele Boccarusso, giovanissimo attore di origini napoletane!

Ciao Daniele! Iniziamo dalla prima domanda. Desideri ed aspirazioni da bambino. Già in tempi non sospetti sognavi di diventare un attore?

Una cosa è certa: da bambino sognavo molto, e fortunatamente lo faccio ancora. Non credo che l’idea di fare l’attore sia nata in me sin da subito ma sicuramente è successo molto presto. Per quanto ingenuo potessi essere, sin da bambino sentivo di non essere destinato a un lavoro “comune” ma a qualcosa di più. Ho capito di cosa si trattava più o meno a 14 anni.


Daniele, sei tra i protagonisti di “Gioventù Sballata”, docu-fiction prodotta dall’APS Nova Era (Onlus fondata da me ed Emanuele Ajello) con il contributo della Regione Lazio. Nel cast grandi personaggi come Lando Buzzanca. Ci vuoi parlare di questo progetto che tratta della tematica della tossicodipendenza giovanile? Come mai hai deciso di partecipare?

Sai, per me questo mestiere non è un lavoro ma è prima di tutto una passione.  Quindi,  in ogni progetto c’è sempre qualcosa che mi coinvolge molto in prima persona e stimola in me la curiosità verso un aspetto che voglio conoscere meglio. Rifletto spesso sul fatto che mi piacerebbe vedere in giro per strada, tra i miei coetanei, più singoli individui in un gruppo piuttosto che un gruppo di individui; in tre parole: fenomeni di massa. Questo significa a volte fare cose senza nemmeno chiedersi se lo vogliamo davvero e purtroppo le conseguenze possono essere al di là della nostra immaginazione.  In questo progetto c’è molto di tutto questo, la tossicodipendenza è anche una manifestazione acuta di questo fenomeno e personalmente credo sia molto importante promuovere questo tipo di iniziative e molto bello farne parte. Sul set si respira un’aria molto positiva, il gruppo è coeso, ci sono idee chiare su come sviluppare il progetto e c’è molta fiducia reciproca. Personalmente mi sto trovando davvero bene e oltre al rapporto lavorativo sono nate subito delle amicizie all’interno del gruppo: questo è molto indicativo. Essendo formato per gran parte di giovani, c’è molta vivacità sul set e non mancano aneddoti singolari: mi fa ridere pensare che il primo giorno di riprese, ci rendiamo conto, io e gli altri attori, che nessuno di noi avesse mai fumato… dovendo essere un gruppo di ragazzi che fanno uso abituale di droga direi che è il massimo!

Attualmente stai studiando presso la rinomata Accademia Silvio D’Amico. Quanto è importante, secondo te, la formazione artistica per diventare un bravo attore?

Questa risposta l’ho maturata da poco, spero di riuscire a essere chiaro. Per quanto mi riguarda, sono convinto che l’accademia mi stia dando veramente tanto. Se penso a come ero prima di entrarci, solo un anno fa, mi rendo conto di quanto mi abbia aiutato a crescere e a migliorare. Ma questo è un discorso che riguarda me. In linea di principio quindi, dico: si, la formazione artistica è molto importante, ma non indispensabile. Mi spiego meglio: si tratta appunto di una formazione “artistica” e non a caso l’accademia non è una scuola. Studiare per essere attori non è come imparare a risolvere delle equazioni o saper parlare di fisica, cose per le quali è necessario uno studio specifico da cui ricavare una soluzione. L’attore lavora con il proprio corpo, con la propria mente e  per fare ciò non esiste una risposta esatta, non esiste appunto un metodo! Nessuno può dirti “ok, l’attore si fa così”. Ciò significa che questo mestiere è strettamente collegato al nostro  percorso umano e ogni persona ne ha uno diverso. In questo caso, seguire l’accademia non è indispensabile ma per chi la fa è una necessità in quanto è proprio quello di cui quella persona ha bisogno in quel momento della sua vita. Spero di essere stato il meno contorto possibile!

Durante il Festival del Cinema di Roma di quest’anno hai sfilato sul magico red carpet… Descrivici le emozioni che hai provato!

Inutile dire che non dimenticherò mai quella serata. Camminare sul red carpet, esserci sopra e non essere uno spettatore,  mi ha fatto vivere un’emozione unica, il coronamento di un sogno. All’inizio  ero nervosissimo e non sapevo come gestire la situazione: insomma dovevo attraversare passo dopo passo, per la prima volta, il famoso tappeto rosso! Certo può sembrare una cosa semplice, ma per me non lo era. Devo dire, però, che dopo qualche metro iniziavo a sentirmi incredibilmente a mio agio, anche se tesissimo allo stesso tempo. Giorni dopo sono tornato al Festival per andare a vedere altri film in concorso e prima di entrare in sala mi sono unito alla folla per guardare chi stesse attraversando il red carpet: mi sono emozionato tantissimo pensando quanto fosse straordinario che qualche giorno prima, lì, c’ero proprio io.

Parlaci del film “I Milionari”, in uscita nelle sale da marzo 2015!

“I Milionari” è un film che vuole partire da un tema più profondo rispetto alla semplice storia di camorra o malavita. La bellezza di questa pellicola è che il punto di vista viene spostato sull’aspetto psicologico del protagonista, narrando le sue vicende personali, i suoi rapporti familiari e tutte le reazioni a catena che questa sua scelta di vita gli comporta. Guardando il film si capisce che se da un lato la vita da criminale porta a una rapida ed esaltante ricchezza, dall’altro costringe a una serie di rinunce e privazioni molto pesanti da affrontare. Questa pellicola ovviamente è stata girata prima della mia ammissione in accademia e avevo alle spalle solo tanta - ma relativamente poca - teoria che adesso doveva essere messa in pratica. Non è stato facile per me, considerando che è stata la mia prima esperienza lavorativa, e il ruolo di Marcello, alias AlendDelòn, mi ha portato a un lavoro profondo e molto stimolante. Il protagonista vive in un contesto per cui non è adatto, e questo lui lo sa, ma in fin dei conti, lui, già a 17 anni, una vita normale non la voleva.  Mi sono dovuto allontanare molto dal mio carattere cauto e introspettivo e questo mi ha affascinato tantissimo diventando per me un’ottima occasione per lavorare sodo. Mi sono occupato solo di una parte della vita di questo personaggio a cui darà vita e corpo Francesco Scianna. Quello che ho visto alla anteprima al Festival di Roma è stato il risultato di quello specifico lavoro che ho fatto, ma subito dopo è diventato il punto di partenza da cui iniziare per migliorare ancora. Personalmente credo che questo sia molto importante se si vuole fare bene questo mestiere.

Cinema, televisione e teatro. Cosa ami di più e perché?

Devo dire che nella mia vita quelle poche esperienze che ho avuto sono state tutte davanti una telecamera infatti prima di entrare in accademia non avevo fatto nessuno spettacolo teatrale. Sicuramente ho  un debole per il cinema, è da sempre così. Non so come spiegarlo, fatto sta che quando guardo i film divento un bambino. Nonostante questo, sono convinto che il teatro resti la forma di manifestazione per eccellenza di questo mestiere ed è ciò da cui ogni attore dovrebbe partire.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?     

Ma… a dire il vero ora mi concentro sul presente. Seguo l’accademia e mi impegno al massimo per farlo nel migliore dei modi, è troppo importante per me. Detto ciò mi piacerebbe viaggiare e guardare il mondo, scoprire cose che possano affascinarmi e alimentare in me la voglia di vivere sempre più a pieno questo bellissimo lavoro che ho scelto di fare. Professionalmente mi piacerebbe avere esperienze profonde e stimolanti, lavori che mi diano la possibilità di mettermi continuamente alla prova e non a mio agio. Nella migliore delle ipotesi è così che immagino i miei anni a venire.

Ed ora andiamo un po’ a conoscere Daniele Boccarusso, dal punto di vista personale. Dimmi i tuoi maggiori pregi e difetti.

Che dire... sono un ragazzo sensibile, umile e molto semplice. Mi lascio affascinare dalla vita, ne sono innamorato, e questa è la vera ragione per cui voglio fare questo mestiere: guardare il mondo attraverso occhi diversi dai miei. Mi piacciono le piccole cose, ma forse non mi dispiacerebbe una bella villa con giardino! Per quanto riguarda i difetti, ho la netta sensazione di essere un po’ permaloso e ovviamente quello che dico è sempre la cosa giusta! Dai non è proprio cosi, sono sempre aperto al dialogo.  Sono un insicuro di fondo e molto, molto autocritico. Per concludere, resto un eterno romantico sognatore e, anche se può sembrare un pregio, è spesso un difetto nella realtà dei fatti.

Quando non lavori, come trascorri il tuo tempo libero?

Ho degli hobby, primo fra tutti il pianoforte. Lo suonavo da ragazzino, poi ho smesso di prendere lezioni perché non mi piaceva più. Con il tempo ho imparato ad amarlo, da piccolo non capivo il suo valore, e da un po’ di tempo abbiamo fatto pace! Oltre questo mi piace “suonicchiare” la chitarra, ascoltare musica e, pigrizia permettendo, una bella corsa al parco.  Se poi ne ho la possibilità, vado sempre volentieri a una battuta di pesca con amici.

Attualmente c’è qualcuno nel tuo cuore?

No, sono scapolo. Ma ho le idee molto chiare, quindi gusti molto difficili.

Un tuo motto o una frase che più ti rappresenta?

C’è un film con Robin Williams che io adoro. Lui dice in poche parole quello che io penso da sempre: “Volevo vivere con saggezza e in profondità, succhiando tutto il midollo della vita… dei due sentieri scelsi il meno battuto per non scoprire in punto di morte che non ero vissuto”

Caro Daniele, grazie per la tua disponibilità e il tempo che ci hai dedicato. E’ stato un vero piacere.

Mi trovo nello straordinario caso di non dover mandare i ringraziamenti a una persona essendo invece la stessa che mi sta intervistando. Un grazie di cuore va sicuramente a te, Claudia, per avermi contattato. Ci tengo a dirti che ammiro davvero la tua professionalità e la tua eleganza. Ringrazio ovviamente anche Emanuele Ajello per avermi dato l’occasione di prendere parte al progetto e  per la sua tenacia e sicurezza dimostrate sul set. È sempre bello poter lavorare con persone che trasmettono tanta energia positiva come voi.

Da Claudia Conte per ora è tutto! Arrivederci al prossimo articolo amiche ed amici di questo meraviglioso portale!


Curata da Claudia Conte

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