07 febbraio, 2014

“Luna. Gli italiani visti dalla Luna”, di Barbara Bovoli. Storie di ordinarie illusioni, storie di tragiche realtà. Di Paolo Leone


Teatro Ambra alla Garbatella, Roma. Dal 4 al 9 febbraio 2014

Ha ragione Luna, la giovane albanese. Per capire l’evoluzione di una vita bisognerebbe partire sempre dai bambini, perché sono tutti uguali, hanno gli stessi pensieri in ogni parte del mondo. Facile accontentarli, facile illuderli, troppo facile. Basta una televisione accesa per farli fantasticare di mondi scintillanti, giocosi, opulenti, dove fa sempre caldo tanto che le ragazze sono sempre e solo in top. Tragico specchietto per le allodole. L’odissea di una ingenua ragazza di Valona, uguale a tante, troppe altre. L’euforia dell’imbarco, il viaggio duro ma ancora pieno di speranza verso l’Italia, il Paese dei balocchi, subito si scontra con la realtà spietata dei mercanti di donne.
Tremenda, sudicia, che ride senza pietà dei suoi sogni e la condanna, senza colpa, ad una vita infernale. E allora Luna racconta, dal suo particolare punto di osservazione, un’Italia che non è proprio quella che aveva visto e sognato in tv. L’idea che si era fatta del “maschio latino” subisce la costante demolizione da parte dei suoi clienti sulla strada. Anche quando scorge un barlume di speranza in due di loro che, pensa, forse la salveranno da quella schiavitù, subito deve arrendersi alla meschinità degli uomini e tornare nel buio del suo incubo. In preda alla disperazione, medita di condannare il suo aguzzino con quello stesso corpo che è stato tradito e venduto…muoia Sansone con tutti i Filistei. La sua innata bontà e il ricordo della madre, (porgi l’altra guancia) la inchioderanno però ad “espiare la colpa” assistendo il suo carnefice, ormai malato, non riuscendo a trasformarsi in una “vedova nera” velenosa. Lei che tanto amava le canzoni di Mina, modello di donna emancipata, ora canta “non gioco più, me ne vado”. L’amara fine di un’illusione di bambina. Risate, applausi, buio.
Il bel monologo di Barbara Bovoli ha il merito di affrontare un tema più che mai attuale con una grazia inaspettata. Il testo, indiscutibilmente drammatico, grazie alla sua interpretazione ricca di toni e variazioni repentine riesce ad essere ironico, spesso causticamente satirico, trasportando il pubblico in una dimensione tale da permettergli di osservare, di osservarci, dall’alto, impietosamente. Sorrisi amarissimi. Spettacolo ben costruito, bellissima la scenografia che ben rappresenta il mondo di sogni di plastica della giovane Luna e ottima la regia che permette movimenti scenici suggestivi alla protagonista. Unica, personalissima riserva, la radiocronaca sulla “squadra dei preservativi”, un’appendice forse superflua. Spettacolo molto gradevole, il cui maggior pregio è quello di impreziosire una storia di cui già si conosce, ainoi, lo sviluppo, con una recitazione che abbonda di sfumature, imprevedibile e mai noiosa.

Paolo Leone

Luna. Gli italiani visti dalla Luna, di Barbara Bovoli
Con: Barbara Bovoli
Regia: Fausto Costantini

Musiche: Dario Tomasini

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