01 dicembre, 2013

"Mille passi". Uno spettacolo contro la violenza sulle donne. Di Massimo Quarta


Arezzo, Teatro Pietro Aretino. Venerdì 29 novembre 2013

La leggenda vuole che Vittorio Alfieri decidesse il destino dei suoi scritti a seconda di come si comportavano i suoi conoscenti durante la lettura di questi: se le sedie scricchiolavano troppo, le pagine venivano date alla fiamme.
Nella serata organizzata dalla Commissione Pari Opportunità della Provincia di Arezzo e da Fidapa BPW Italy Sezione Arezzo, in occasione della giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, il pubblico del Teatro Pietro Aretino a malapena si muoveva, neanche lo si sentiva tossire.
Lo spettacolo "Mille passi" teso alla sensibilizzazione del pubblico sulla questione femminile, non si limita a ciò, ma incanta con una scenografia basilare, essenziale dove la parola regna incontrastata e diventa testimonianza obiettiva, nuda e cruenta di situazioni reali delle nostre società moderne. Il testo, che come mi spiega il regista Andrea Biagiotti, viene elaborato dal gruppo (composto esclusivamente da donne) durante un percorso laboratoriale sulla violenza contro le donne, acquisisce un'importante funzione sociale grazie alle testimonianze che riporta ed è inoltre impreziosito dall'ottima performance della compagnia, eccezionale nel rendere con grande sensibilità e con un ottimo impatto visivo scene di violenza domestica, sopraffazione psicologica ed emotiva, stupro e prostituzione, mettendo in luce, allo stesso tempo, la fragilità, la forza e la bellezza di quelle che, con ironia sferzante nella chiusa dello spettacolo, vengono definite "streghe". Quando è la passione che ci permette di lanciare un messaggio con così tanta intensità non è necessario essere dei professionisti, ma basta essere degli attori, nella fattispecie delle attrici.
Il tutto viene incorniciato dalla mano esperta del regista, capace di inanellare le diverse storie con praticità ed immediatezza, trasformando così lo spettacolo in un lungo respiro, dove lo spettatore ha solo pochi e brevi momenti per poter riprendere fiato dalla forza delle immagini che sta ricevendo. Anche la scelta musicale, di ottimo gusto, entra a far parte della scena con un ruolo attivo, non limitando la sua funzione al semplice sotto fondo, ma intensificando ancora di più il potere che questo spettacolo dona alla parola.
Perché mille passi? Perché quanti passi occorrono per colmare le disparità tra l'universo femminile e quello maschile? Quanti ne occorrono per tutelarlo e quanti ancora per giungere ad un obiettivo comune di civile convivenza? Forse mille passi non bastano neppure. Tuttavia, attraverso l'arte, in questo caso teatrale, abbiamo la possibilità che queste immagini, questi pensieri, questi ideali rimangano in noi e, soprattutto (si spera), vivano in noi. Le norme non sono tutto, specialmente se non hanno una base etica e razionale che le sostenga, per questo motivo la cultura è oggi l'unica strada che, nella nostra società, deve essere intrapresa, affinché questi mille passi diventino cento o anche meno, ricordandoci però che le ingiustizie e le disuguaglianze sono troppe e che non si deve mai smettere di camminare.


Massimo Quarta

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