29 novembre, 2013

“End of the rainbow” di Peter Quilter. L’arcobaleno Monica illumina l’Eliseo di Roma. Di Paolo Leone


Roma, Teatro Eliseo. Dal 26 novembre al 15 dicembre 2013

La dipendenza dai farmaci, il mal di vivere, uno “star system” che, ieri come oggi, spreme fino all’ultima goccia i suoi adepti incurante delle reali necessità dell’essere umano, delle sue fragilità. “Non posso dargli più niente”, grida Judy-Monica al suo giovane amante, riferendosi al suo pubblico. Ma fermarsi è proibito, ci sono i debiti da pagare, il conto con  una vita vissuta tanto dissolutamente quanto gloriosamente sulla ribalta del successo, forse irripetibile, di questa donna che, anche quando il suo fisico non la supportava più, riusciva ad ammaliare teatri stracolmi del suo pubblico adorante grazie al suo essere artista oltre ogni categoria. Difficile è vivere, non essere una star. Difficile è distinguere chi ti sta attorno per interesse da chi forse ti ama per quel che sei veramente. Difficile è riuscire a far sentire agli altri la propria disperazione, quando bisogna render conto ad un meccanismo spietato. Quando manca l’essenziale, quando manca l’amore autentico e disinteressato, allora, forse, soltanto “…l’immortalità potrebbe supplire a tutto il resto”.

Rare volte si rimane talmente affascinati, rapiti, tramortiti quasi, da un’interpretazione sul palcoscenico, da non riuscire a distinguere tra realtà e recitazione. In tali occasioni si viene catapultati in un viaggio spazio-temporale che produce un effetto simile all’incanto. Da non voler andare più via, da provare imbarazzo nel mettere mano alla tastiera per tentare di riferirne le briciole. Ammirare Monica Guerritore nei panni di Judy Garland, la diva di Hollywood che dalla fine degli anni ’30, ancora bambina, trionfò sulle scene sino al tragico finale del 1969, rimette in discussione quelle poche certezze che si credeva, finora, di aver acquisito in merito alle capacità degli attori.
Lo spettacolo, bellissimo, in scena al Teatro Eliseo dal 26 novembre, si presenta agli spettatori con una scenografia sontuosa (a cura di Carmelo Giammello), che riproduce l’interno della suite dell’Hotel Ritz Carlton di Londra in cui la Garland, il suo giovane fidanzato e futuro quinto marito Mickey Deans (Alessandro Riceci) e il compagno di centinaia di avventure, il pianista Anthony (Aldo Gentileschi), alloggiano e si preparano per sei settimane in occasione di una serie di concerti nella City, pochi mesi prima della scomparsa della diva. Và in scena l’atto finale della carriera incredibile di Frances Gumm (vero nome della star e mamma di Liza Minnelli), bambina prodigio e poi artista eccelsa, amatissima dal pubblico, protagonista di oltre 40 film, nonché musical e concerti in giro per il mondo. Una vita turbolenta, costellata da cinque matrimoni e seri problemi di alcolismo e abuso di farmaci, dei quali iniziò il consumo, sembra, obbligata dai dirigenti della Metro Goldwyn Mayer per problemi di bulimia in giovane età.
L’interpretazione di una regina del teatro come la Guerritore è quantomai credibile, grazie alle sue doti che non si scoprono certo oggi. Le sue note drammatiche, l’imponente presenza scenica, la mimica facciale ai limiti dell’impossibile, incantano e trasmettono l’emozione di assistere dal vivo al tormento interiore dell’artista, schiava del suo personaggio, e di soffrirne con lei. Incantevole anche quando canta dal vivo otto celebri brani del repertorio della Garland, accompagnata dalla band composta da Vincenzo Meloccaro, Gino Binchi e Stefano Napoli, tutto ottimamente diretto da Juan Diego Puerta Lopez, giovane regista e coreografo colombiano.  
Presente in platea l’autore Peter Quilter, che sale sul palco durante i ringraziamenti finali, per dire che questa versione del suo musical (gran successo a Broadway per quasi un anno) è una delle più belle e toccanti, facendo commuovere Monica, che aggiunge così un ulteriore tocco di umanità ad  una performance meravigliosa.
Lo conferma l’entusiasmo del pubblico presente. Divina.
  
Paolo Leone



“End of the rainbow” di Peter Quilter, con Monica Guerritore (nella parte di Judy Garland)
Cast: Alessandro Riceci (Mickey Deans); Aldo Gentileschi (Anthony).
Band composta da: Vincenzo Meloccaro, Gino Binchi, Stefano Napoli.
Arrangiamenti musicali: Marcello Sirignano
Costumi: Walter Azzini
Scenografia: Carmelo Giammello
Luci: Stefano Pirandello
Vocal coaching: Maria Grazia Fontana e Lisa Angelillo

Una produzione di Francesco e Nino Bellomo – Isola Trovata

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