05 febbraio, 2013

L’amore ai tempi della ragione permanente: LOVE! Di Mario Di Calo


Roma, Teatro dell’Orologio, Sala Orfeo. Dal 18 gennaio al 3 febbraio 2013


In una commedia di Eduardo De Filippo del 1955 dal titolo MIA FAMIGLIA il personaggio Michele Cuoco, parlando di suo figlio novello sposo e di sua moglie dice: “Si amavano ma non sapevano dimostrarselo”; dopo più di sessant’anni siamo alle solite, una coppia benestante e professionalmente ben inserita, psicologo lui avvocatessa lei, lotta con la affermazione dei propri sentimenti di uno verso l’altro, tanto da brindare al terzo anno in cui lui non ascolta quello che lei dice, o forse il secondo, ma cosa importa? L’importante è alzare i calici e brindare alla propria freddezza ed estraneità.
Siamo nella storica Sala Orfeo del Teatro Dell’Orologio di Roma intitolata a Valentino Orfeo, con ancora il sipario rosso damascato di un tempo. Qui si inscena LOVE/L’AMORE AI TEMPI DELLA RAGIONE PERMANENTE di Leonardo Ferrari Carissimi (sua anche la regia) e Fabio Morgan ed in una bella scena geometricamente astratta che gioca su tutte le tonalità del bianco latte di Alessandra Muschella, ritroviamo due coppie a confrontarsi e a scontrarsi, nel giorno del compleanno del padrone di casa. I tempi sono dilatatissimi ma sostenuti con grande forza drammaturgica dal testo ben scritto e ben equilibrato. Dapprima i due domestici Adam ed Eve, interpretati dai sensibili e bravi Eliud Luciani e Nadia Kibout, alle prese con un’attesa forse non graditissima, ma che invece tiene insieme ed unita la coppia, anche se troppi legami passati tengono legato il giovane ed attraente Adam al suo padrone ed amico Davide. Mentre, come un rito, apparecchiano, sostenuti a tempo dalle musiche di The Niro, per il pranzo dei padroni e la lunga tavola con delle corbeilles - più che tavola sembrerà in seguito la tomba/bara sulla quale i due protagonisti celebreranno il funerale del loro matrimonio - discutono del loro rapporto, l’amore fra i due extracomunitari è una cosa naturale e spontanea da viversi giorno per giorno e senza troppe complicazioni. Al contrario, fin dal giungere dei due protagonisti e anfitrioni, notiamo freddezza, distacco, falsità e finzione fra loro, solo i sogni potrebbero salvarli dal loro baratro, ma il sogno è solo una metafora di quanto siano oramai distanti: Davide e Virginia sono inevitabilmente portati alla separazione, la ragione ha preso il sopravvento sui sogni, l’esistenza coniugale volge al termine ed entrambi, agli estremi della tavola apparecchiata o tomba sacrificale, lei nevroticamente aggressiva ed ineffabile nel suo ragionamento, lui fumatore frenetico, distaccato e disincantato, non sanno più cosa dirsi se non parole di fuoco ed il finale non dà speranze. Per fortuna arriva la torta di compleanno in tempo e il soffio della candelina ci lascia con un finale a sorpresa. La regia, dicevano, rallenta e sospende tutto in una dimensione atemporale e ciò dà maggiore forza e rilevanza al testo e i due interpreti principali reggono bene il gioco, Anna Favella dapprima con lucidità e spessore e poi nel momento di abbandono è perfettamente calata nel suo ruolo di moglie delusa, ed infine l’interprete storico di Ovosodo di Paolo Virzì, Marco Cocci, oltre che attore anche musicista, interpreta il suo Davide con grande spessore e con voce rotta dalla commozione è sempre presente a se stesso e con misura raziocinante e da psicologo quale è analizza: “la nostra vita insieme è stata una malattia”, non c’è allora futuro per la coppia così tradizionalmente concepita?

Mario Di Calo


LOVE
Di: Leonardo Ferrari Carissimi e Fabio Morgan
Regia: Leonardo Ferrari Carissimi
Con: Marco Cocci, Anna Favella, Eliud Luciani, Nadia Kibout
Scene e costumi: Alessandra Muschella
Musiche: The Niro
Dal 18 gennaio al 3 febbraio 2013 – Teatro dell’Orologio, sala Orfeo, Roma
Produzione CK Teatro

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