01 dicembre, 2012

CRONACHE DA UN QUOTIDIANO SCONQUASSO. Lo struggente Binomio Passione e Sentimento.



Roma, Auditorium Cavour. Giovedì 29 novembre 2012


Nella splendida cornice dell'Auditorium Cavour di Palazzo Piacentini in Roma abbiamo visto “CRONACHE DA UN QUOTIDIANO SCONQUASSO” di Lauro Versari che conclude la sua trilogia 'L'integrazione dell'ombra' dopo 'Solite difficoltà per un omicidio' e 'La Passione di Maria M.'.

In uno spazio semicircolare, ambiente naturale della sala che ci accoglie, un pianoforte e degli oggetti sparsi per la scena fanno da decoro. Mentre ci accomodiamo in sala, una figura che ci sembra essere Sonia De Meo passeggia pensierosa fra il colonnato che delimita lo spazio scenico, ma il buio e poi le luci di scena, con un colpo da grande teatro, ci sembrano rivelare l'altro interprete come un doppio… difatti è proprio lui. I personaggi sono due: Nypsilon e Moran: sono uno lo specchio dell'altro, dialogano con i loro strumenti più appropriati, le parole e la musica, e qualche volta si sovrastano in un colloquio concitato e contrastante. Nypsilon è una centenaria oramai aldilà di qualsiasi definizione agiografica e Moran, giovane compositore, vive per la musica, la musica, quella stessa musica che compone e scompone in diretta davanti a noi, e il tappetto di spartiti ne testimonia un’attività perenne e discontinua.
"Finita, è finita, sta per finire, sta forse per finire. I chicchi si aggiungono ai chicchi ad uno ad uno, ed un giorno all'improvviso, c'è il mucchio, un piccolo mucchio, l'impossibile mucchio". Lo spettacolo comincia con questo incipit, le prime parole che proferisce Clov in “Finale di Partita” di Samuel Beckett e di codici Beckettiani ne è piena la pièce di Lauro Versari: la sedia a rotelle, il dondolo, gli occhiali da cieco, la calza a maglia... tutto per ricordarci che siamo alla fine di un’esistenza, di un’epoca, di un ordine, di una morale e Nypsilon, raccontandoci di sé e della sua voglia di farla finita, ci appare, più che un uomo che rinunci alla vita, uno che si defili dalla vita, così come nella realtà dei fatti. C'è una straordinaria e struggente vitalità in quello che dice e la passione e il trasporto con il quale ci trascina dentro ci conferma che non è arrendevolezza, ma piuttosto passione nel rimboccarsi le maniche, è una corsa in discesa esistenziale quella che ci induce a fare d'autori nell'ora e un quarto di durata dello spettacolo e non ci lascia mai per un attimo soli nell'oblio, ci accompagna per mano in questo percorso, siamo sempre attenti e vigili, poiché quello che viene detto tocca profondamente tutti quanti noi. Sonia De Meo è una straordinaria centenaria e la sua capacità di calarsi in quei panni è commovente, assume postura e tono di voce che ci fa dimenticare di essere di fronte ad un attrice giovane, ci emoziona, ci diverte, ci irrita, ci rende partecipi nel suo percorso interpretativo; le è da controcanto un appassionato e delicato Alessandro Stella che esegue al pianoforte le musiche di Leos Janácek. Una serata magica che ci fa riconciliare con gli eterni dilemmi esistenziali, grazie al perfetto connubio fra passione e sentimento.

Mario Di Calo


CRONACHE DA UN QUOTIDIANO SCONQUASSO
scritto e diretto da Lauro Versari
con Sonia De Meo e Alessandro Stella
musiche di Leos Janácek
produzione OltreTeatro

2 commenti:

  1. Ancora in scena fino a domani 2 Dicembre. Info 320.1442229 (Sonia)

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  2. amo il teatro, da sempre: è stata la prima volta che non sono riuscita ad arrivare alla fine. Interpretazione fantastica (la De Meo e' un'attrice straordinariamente espressiva, con una voce bellissima, armoniosa, quasi superiore alle note emesse dal pianoforte magistralmente suonato da Alessandro Stella), musica che fa vibrare...ma testo inesistente, il nulla. Pappagallo di Beckett, imitatore di Ibsen, scopiazzatore di Shakespeare...strano non abbia tirato fuori (ma qua e là apparivano le ombre!) i drammi shilleriani! Credo che Versari debba provare un altro percorso...uno originale e, soprattutto, che colpisca al cuore! Perchè passione e sentimento, caro Di Calo, li ho riscontrati solo nella recitazione della De Meo e nelle suonate dello Stella...non certo nel testo!

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