05 luglio, 2012

"Rosebud", chi è la Rosabella di Charles Foster Kane?


Rosebud, in italiano Rosabella, è l’ultima parola che Charles Foster Kane, il protagonista di “Quarto potere”, pronuncia nel momento della sua morte. Un gruppo di giornalisti che deve creare la biografia di quest’uomo, decide di approfondire la loro ricerca e di capire chi sia la “Rosabella” del signor Kane. La loro ricostruzione giornalistica non deve limitarsi a mostrare un genio ambizioso e avido di potere, ma un uomo. Per questo un giornalista si prenderà il compito di seguire questa missione e avrà l’opportunità di leggere parte delle memorie segrete del signor Thatcher, datore di lavoro e tutore di Charly; incontrerà un suo collega, la seconda ex moglie, il migliore amico e infine il maggiordomo. Attraverso questi personaggi, un fantastico Orson Welles ci mostra, tramite vari flashback, tutta la vita del nostro “eroe”: piccolo fanciullo “venduto” dai genitori ad una banca, giornalista intraprendente e spietato, marito distante e troppo impegnato nella politica, amico burbero e determinato, vecchio triste e incompreso.
Il film diventa un accavallarsi di scene del passato e del presente, che Welles sa rendere perfettamente armoniche con mezzi cinematografici che un pubblico del 1941 non si sarebbe mai aspettato. Non caso il film, decisamente attuale nonostante la data di uscita, fu molto criticato per la sua troppa originalità, quell’originalità che lo rende un capolavoro.
Tornando alla trama, il giornalista sembra aver trovato la risposta. Si dirige, così, nel palazzo sperduto a Xanadu dove Charles aveva vissuto gli ultimi anni della sua vita e analizza gli oggetti che il “vecchio” - come lo chiama il maggiordomo - collezionava e teneva di tanto riguardo. La chiave del suo dilemma non è, però, affatto risolta.
Vi lascio qui l’ultimo dialogo –preciso, non l’ultima scena- perciò vi invito a vedere tutto il film e scoprire da soli chi è, o che cosa è, “Rosabella”. Lo scopo del film era quello di mostrare il potere, per l’appunto il “quarto potere”, della carta stampata e si può dire che sia piuttosto chiaro. È chiaro che però racchiuda tanto altro e che sia un peccato non scoprirlo con i propri occhi.

Un collega: Allora, che hai fatto in questi giorni?
Giornalista: Ho giocato con un rompicapo.
Una collega: Se avesse scoperto il significato di Rosabella ora tutto sarebbe chiaro.
Giornalista: No, non credo. No, il signor Kane… era un uomo che otteneva ciò che voleva per poi perderlo. Forse Rosabella è una cosa che non è riuscito ad avere o che ha perso. Comunque non può essere la parola chiave di un segreto. Non basta una parola sola per spiegare la vita di un uomo. No, secondo me Rosabella non è che un pezzo del rompicapo… un pezzo che manca.

Sara Bonci

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