15 maggio, 2012

URGENTE! Libertà alla Musica e ai Musicisti, se teniamo alla nostra Cultura!




Il Quartetto d'Archi della Scala
Teatro alla Scala, Milano. Lunedì 7 maggio 2012

Una legge italiana entrata in vigore il primo di gennaio 2012 impedisce ai musicisti   dipendenti di enti lirici sinfonici di poter svolgere attività autonoma all'esterno del teatro. Un grosso problema questo, perché significa sicuramente un impoverimento per le   stagioni musicali dei teatri della nostra nazione. Anche il Quartetto d'Archi della Scala è rimasto inchiodato da questo sistema, non potendo esibirsi fuori dal teatro milanese. Una cosa, questa, si può dire, veramente assurda e insensata, è questo il miglior modo per farci del male se si pensa che molta della musica strumentale italiana dei secoli scorsi si realizza grazie a questa forma musicale. Il prestigioso quartetto di cui abbiamo parlato – formato da Francesco Manara e Pierangelo Negri al violino, Simone Braconi alla viola e Massimo Polidori al violocello – si sente amareggiato da questa paradossale normativa (e non ne fa un segreto se lo dice direttamente agli spettatori durante il concerto), ma non per questo rinuncia a offrirci una grande serata – dovremmo dire pomeriggio: si è svolto alle tre – di musica.
Si comincia con Giacomo Puccini e il suo lirico, anzi elegiaco, “Crisantemi” – visto che prende la nomea di “elegia per quartetto”.  Si tratta di un brano molto intenso, emotivo e anche commovente, che apre poi il percorso (o il viaggio: si tratta di un vero proprio iter attraverso la musica italiana che va dal Settecento ai giorni nostri) agli altri autori in programma. Si giunge così al “Quintetto n. 9 in Do Maggiore G 453 ‘La ritirata di Madrid’ ” di Luigi Boccherini, in cui il quinto elemento è Giampaolo Bandini alla chitarra. “La Ritirata di Madrid” è un pezzo straordinario e suonato meravigliosamente dagli interpreti. È un ensemble di dolcezza e di marce militari. Nell’ultimo movimento – che prende proprio il nome del quintetto – i musicisti creano brillantemente la percezione spaziale di una banda militare che prima è lontana, poi si avvicina, poi ancora si allontana. Il tutto è reso grazie all’interazione tra i piani e i forti della gamma cromatica. Si ha come la sensazione di essere dentro una casa, affacciati a una finestra, e di vedere piano piano una marcia di soldati che si
avvicina, per poi vederla allontanarsi.
Giampaolo Bandini 
L’intervallo si chiude con un brano sempre di Boccherini, “Fandango”, dai caldi colori spagnoli, che decreta anche l’uscita di scena di Bandini. Il secondo tempo infatti si apre con un quartetto: “Rimedi per l’anima” di Nicola Campogrande. Si tratta della prima esecuzione assoluta del pezzo di questo autore italiano contemporaneo, che anche ai giorni nostri non rinuncia alla forma musicale del quartetto, quartetto molto breve e strutturato in tre movimenti: Allegro, Andante e ancora Allegro. Sono stati d’animo che il compositore ci racconta facendo una commistione tra l’esperienza della musica romantica e un carattere piuttosto ansioso e frenetico, abbastanza tipico della musica contemporanea. Onore a Campogrande che, diversamente dalla maggior parte dei musicisti odierni, cerca una nuova soluzione che per quella forma che sembra stare andando persa: il quartetto, appunto.
Ottorino Respighi è l’ultimo autore in programma, con il suo “Quartetto Dorico”, composto in scala modale, in modo dorico, è inutile dirlo (quella scala di Re senza alterazioni), che offre a questa composizione un sapore arcaicizzante, iniziando da un “Allegro energico”, passando per un “Elegiaco”, finendo con una vivace – anche se dai toni un po’ cupi - danza “Passacaglia”. Tutto queste suddivisioni stanno all’interno di un unico movimento e questi cambi di ritmo avvengono in un armonico fluire, essendo collegati con sapienza tra di loro.
I musicisti, artefici complessivamente di una grande prova, ci salutano con un fuori programma, in onore del Teatro alla Scala, da Verdi e noi, con loro, ci auguriamo che nel futuro qualcosa cambi per la sorte della situazione musicale italiana!


Stefano Duranti Poccetti 

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