30 luglio, 2013

TRA GIOIA E TRISTEZZA: LA MAGIA DI RICHARD GALLIANO. Di Francesco Vignaroli


Cortona Mix Festival, Cortona, Teatro Luca Signorelli. Domenica 28 luglio 2013

L'esibizione, in splendida solitudine, di Richard Galliano, il più grande fisarmonicista vivente del mondo -unico, vero erede ideale di Astor Piazzolla- è stata l'evento-clou (parere personale) di questa seconda edizione del "CORTONA MIX FESTIVAL". Per il grande musicista francese di origine italiana (una nonna di Città di Castello, addirittura), si è trattato di un ritorno, dato che aveva già suonato nella nostra città al fianco del grande pianista e compositore austriaco Joe Zawinul -fondatore dei "WEATHER REPORT"- negli anni '90, ai tempi d'oro in cui "UMBRIA JAZZ" faceva ancora tappa a Cortona (SIGH!). E' stato lui stesso a raccontarlo, in un italiano più che buono col quale ha presentato i vari brani eseguiti e interagito col pubblico durante il concerto, dimostrando una semplicità ed un affabilità che sono proprie dei veri grandi, certo agevolato dal clima raccolto ed accogliente che immancabilmente il nostro bel teatro Signorelli riesce ad offrire ad artisti e pubblico.

Dando prova tangibile dell'eclettismo e della curiosità che da sempre contraddistinguono il suo percorso artistico, Galliano ha proposto una scaletta caleidoscopica sia per la varietà dei generi musicali proposti che per la gamma di emozioni suscitate, esplorando a fondo le infinite possibilità espressive del suo magico strumento.
Per aprire il concerto si è affidato alla sua celebre "TANGO POUR CLAUDE" -brano amatissimo e spesso eseguito nelle sue esibizioni dal grande fisarmonicista cortonese Mo. Alessandro Dei, peraltro presente in platea- cui ha fatto seguito "FOU RIRE", composizione nel tipico stile francese "musette" altrettanto famosa e sempre a firma dello stesso Galliano; c'è stato poi spazio, oltre che per altri brani composti dall'artista tra cui "LA VALSE A MARGAUX", per una rapida incursione nella musica brasiliana -di cui Galliano è grande conoscitore ed estimatore- che ha preceduto i sentiti omaggi al grande chitarrista jazz Django Reinhardt (col brano "TEARS") e al già citato Zawinul, scomparso pochi anni fa, cui il fisarmonicista ha dedicato una toccante rilettura dello standard jazz "IN A SENTIMENTAL MOOD" -composto da Duke Ellington-, forse il momento più emozionante della serata. In onore alla sua Francia (ed alla musica classica), il musicista ha eseguito il primo movimento ("LENT") dei "TROIS GNOSSIENNES" di Erik Satie ed un brano di Edith Piaf; in onore alla "sua" Italia -già celebrata nel recente album monografico dedicato al compositore Nino Rota-, ha attaccato un'inattesa "VOLARE", con la quale ha invitato il pubblico a cantare; se ciò non bastasse, ha dichiarato il suo amore per " MINA' " (la cantante, eh, non il bravo giornalista Gianni!... è il fascino dell'accento alla francese...) ed ha affermato che "TUTTI I PIU' GRANDI FISARMONICISTI FRANCESI SONO DI ORIGINE ITALIANA."...
Inevitabile il tributo al genio Astor, probabilmente il più grande fisarmonicista di tutti i tempi ("UNO DEGLI INCONTRI DECISIVI DELLA MIA VITA"), celebrato con l'immancabile "LIBERTANGO", proposta però in una veste decisamente alternativa e presonale.
Dopo un'ora e mezzo d'incanto -a dispetto del clima torrido, il tempo è letteralmente volato!-, Galliano si è congedato, venendo immediatamente richiamato sul palco dal caloroso e prolungato applauso di un pubblico entusiasta cui l'artista ha concesso volentieri un "bis", attingendo nuovamente alla musica classica, con una curiosa e trascinante versione della "DANZA DELLE SPADE" di Khachaturian.


Francesco Vignaroli

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