28 novembre, 2013

Una “Clemenza di Tito” piacevole e pulita all’Opéra di Parigi. Di Stefano Duranti Poccetti


Parigi, Opéra, Palais Garnier. Dal 27 novembre 2013

Storia di amore e di perdono, è famosa la trama de “La Clemenza di Tito”, l’imperatore che con un ultimo atto di pietà decide di risparmiare la vita a Vitellia, che confessa di avere progettato la congiura verso il sovrano. Era stato un impulso di vendetta quello della donna, che, ambiziosa di potere, non era riuscita a digerire il fatto che Tito non avesse fatto lei imperatrice; era accaduto allora che la donna avesse chiesto a Sesto, innamorato di lei, di essere il pugnale della sua vendetta. Ma alla fine eccola Vitellia, la ritroviamo piena di rimorsi e confessatrice del suo tradimento proprio nel finale dell’opera, dopo l’incendio al Campidoglio… e sarà proprio “La Clemenza di Tito” a salvarla.
 

Lo spettacolo si apre con una parete disposta al centro della scena in cui viene scritto con il gesso il nome “TITUS”, infatti la presenza dell’imperatore non assume un valore protagonistico soltanto dal punto di vista drammaturgico e attoriale, ma lo è anche dal punto scenografico. In effetti la scena - sulla quale di tanto in tanto vengono calati dei teloni su cui sono dipinti motivi e disegni dal sapore onirico, colorato e un po' naif - è quasi sempre dominata da un grande ammasso di falso marmo (che rappresenta il palazzo dell’imperatore); palazzo che scena dopo scena assume forme differenti: prima troviamo una forma pura grossa e alta, che domina quasi tutta la scena, dove Tito sale per fare i suoi discorsi; andiamo avanti e la forma si sgretola per rappresentare la decadenza dell’impero e l’inizio della congiura di Vitellia; di conseguenza la forma si ripresenta ancora integra e passo dopo passo notiamo che sul marmo comincia a essere scolpito qualcosa, che piano piano comincia a essere sempre più visibile… si tratta della testa di Tito, che alla fine dell’opera seria si dimostra finalmente al suo stato finito, come a volere significare e la fine dello spettacolo e l’arrivo della “clemenza”.

Un pugnale, una corona, dei fogli stracciati… non sono solo semplici oggetti di scena, ma sono oggetti che si caricano durante la messa in scena di significati straordinari. In effetti quello stesso pugnale, quella stessa corona, quello stesso gesto di strappare dei fogli… sono elementi che ritroviamo in modo continuativo durante “La Clemenza di Tito”. Si tratta del pugnale della congiura, della corona che passa ininterrottamente di testa in testa (perché sono in molti coloro che agognano il potere), dei tanti fogli stracciati da Tito, che rifiuta le regole e le leggi scritte in nome della sua coscienza, della clemenza che alla fine concederà.

La messa in scena di Willy Decker, unita al simbolico e suggestivo arredamento scenico di John Macfarlane – anche creatore dei costumi, che accostano un’attenzione storica a un gusto totalmente nuovo e anche astratto -, nonché all’onirico disegno luci di Hans Toelstede, risulta precisa, pulita e fluida, facendo rimanere lo spettacolo sempre su un tono piacevole, senza alti né bassi, dall’inizio alla fine.
Molto buona anche la prova dei cantanti in scena, tra cui si annovera un Saimir Pirgu in grado di tenere, grazie alle sue capacità vocali e teatrali, il ruolo principale di Tito, con tutte le sfumature emotive di questo personaggio.
Pulita e precisa come la regia è anche la direzione musicale di Thomas Netopil, che alla guida dell’ “Orchestre de l'Opéra national de Paris” dà vita a un’interpretazione della partitura mozartiana che si concorda perfettamente con il resto della messa in scena.

Stefano Duranti Poccetti


Thomas Netopil     Direction musicale          
Willy Decker            Mise en scène      
John Macfarlane    Décors et costumes       
Hans Toelstede      Lumières    
Alessandro Di Stefano    Chef de Choeur   
Saimir Pirgu Tito Vespasiano
Tamar Iveri Vitellia
Maria Virginia Savastano  Servilia
Stéphanie D'Oustrac Sesto
Hannah Esther Minutillo Annio
Balint Szabo Publio
Orchestre et choeur de l'Opéra national de Paris

COLAS, MÉCÈNE DE LA CLEMENZA DI TITO

3 commenti:

  1. Sei talmente colto che mi fai bagnare qunado scrivi, mmmmm Maschio Colto Aurora

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  2. Vedi? è la forza afrodisiaca dell'Arte!

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  3. Sei a Parigi...vedo....io adoro Parigi per la forma della torre.....baci Aurora

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