03 luglio, 2013

“Federico il Grande”. L’Arte e il Potere nella storia. Di Stefano Duranti Poccetti


Festival dei Due Mondi, Spoleto. Teatrino delle 6, Martedì 2 luglio 2013

Foto Andrea Kim Mariani
Un tavolo al centro del luogo scenico, intorno al quale un gruppo di attori dalle inquietanti maschere stanno seduti. Schiamazzano, ridono con malvagità; sbeffeggiano e ridicolizzano un uomo davanti a loro, un uomo che rappresenta l’Arte e la Libertà.
Da questo breve incipit si può ravvisare la trama di “Frederick the Great” di Heiner Müller, portato liberamente in scena dai giovani attori del Théâtre National de Strasbourg. Il dramma di Müller ci racconta i rapporti che Federico il Grande intrattenne con gli intellettuali dell’epoca illuminista, sopra a tutti con Voltaire. In realtà Il testo dell’autore tedesco diventa un pretesto per raccontare un rapporto generale tra Istinto e Razionalità, Arte e Potere, Libertà e Rigidità del sistema politico, un sistema politico che non permette di far sì che gli uomini possano vivere con naturalezza la propria vita, potendo perseguire i propri istinti naturali. Filo conduttore molto importante dello spettacolo è il tema della sessualità. Le tendenze sessuali dei personaggi vengono infatti messe in ridicolo da seguaci del Re, che impediscono, per esempio, a una coppia omosessuale di vivere liberamente la propria sessualità. È crudele la scena in cui uno scienziato – “professore del potere”-, con tanto di bacchetta in mano, utilizza degli attori come cavie, convinto di poter guarire le loro perversioni erotiche. Per fare questo li mette sotto tortura, mentre i restanti membri del gruppo ridono di soddisfazione. Non è un caso che io abbia usato il termine “crudele”, visto che sulla scena vengono sviluppate energie spesso angoscianti, che potrebbero, in qualche modo, farci pensare alle teorie artaudiane. È infatti nell’intenzione della messa in scena lo stimolare i sensi del pubblico,  cercando di scuoterlo emotivamente.
La scenografia è ridotta al minimo; basta un tavolo per crearla, che assume diversi significati: da alcova amorosa fino a trampolino di morte. L’energia dello spettacolo giunge con efficacia verso gli spettatori, anche grazie alla bravura e alla freschezza dei performer, come del resto grazie alla buonissima mano registica di Sacha Todorov, che ci racconta una tematica valida non solo nel Settecento, ma anche ai nostri tempi.

Stefano Duranti Poccetti


Accademia Nazionale d’Arte Drammatica "Silvio d’Amico"
diretta da Lorenzo Salveti
EUROPEAN YOUNG THEATRE

Studi, performance e workshop proposti da giovani attori e registi europei
Attori
Luca Besse
Claire Boust
Florian Choquart
Iannis Haillet
Caroline Menon-Bertheux
Claire de la Rüe du Can

Regista

Sacha Todorov

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