18 gennaio, 2013

"CLOUD ATLAS", un'Anima per la Storia dell'Umanità. Di Laura Santelli



“L’Atlante delle Nuvole”, traduzione del nuovo film dei fratelli Lana e Andy Wachowsky, con la collaborazione di Tom Tykwer, è un film interessante che potrebbe aprire delle prospettive interessanti nel racconto cinematografico.
Ripreso dal romanzo omonimo di David Mitchell, è l’unione di storie differenti dove i personaggi  vivono vite diverse, in epoche distanti tra loro, tutti collegati come se costituissero un’unica anima, costituendo una grande storia dell’umanità. Le epoche in cui è ambientato vanno dall’epoca del colonialismo, al novecento, per passare dall’epoca moderna e finire in due differenti tipi di futuri lontani. La grande novità del film sta nel rendere protagonisti i valori quali amore, giustizia e libertà, che governano le azioni dei personaggi, e la storia, attraversando i secoli e continuando a vivere oltre il tempo. Centrale è il concetto di connessione tra gli esseri umani e le conseguenze delle loro azioni. Ad ogni avvenimento nella storia di un epoca se ne collega un altro simile o conseguente in altro tempo e gli stessi personaggi si ritrovano a scontare le scelte di vite precedenti. Tutta la storia si ispira chiaramente alle filosofie orientali ed alle correnti di pensiero che vedono tutti gli esseri viventi connessi tra loro. Si crea un film molto particolare che riesce a raccontare tantissime storie diverse e differenti come se fosse una sola. Un esempio di storia di questa portata è unico e sarà il primo di nuove storie grandi e molto articolate.  La sceneggiatura, scritta dai pluripremiati fratelli Wachowsky, è ottima e sono proprio loro stessi che firmano anche una regia curatissima. Per un film dagli enormi investimenti è stato reclutato un cast stellare che non ha tradito le aspettative: Tom Hanks, Halle Barry, Hugh Grant, Susan Sarandon, Jim Broadbent, Bae Doona, Hugo Weaving…
Vedere questi attori già famosi interpretare personaggi così scostanti tra loro, è un valore aggiunto non solo alla pellicola ma anche al loro talento. La parte più complicata nel girare questo film è senza dubbio il montaggio, attento ai minimi particolari, che salta da un’epoca all’altra con una velocità che costringe l’attenzione dello spettatore ad essere vigile. Bella anche la scenografia, che è riuscita a creare mondi passati e futuri con una fantasia che affascina gli occhi. E’ un film che non rimarrà indifferente e lascia molto nell’immaginario dello spettatore. E ritengo che sarà il primo gradino per film ancora più spettacolari…

Laura Santelli



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