11 ottobre, 2012

La premiazione del "Concorso La Nuova Critica", nuovi giovani critici per Sipario



Da sinistra: Daria D., Stefano Duranti Poccetti, Sara Bonci
E’ forse un caso che una rivista ormai storica come Sipario, nata nel dopoguerra, uno dei periodi più pieni di speranze e di vita che ricominciava dopo anni di buio e di sofferenze, abbia scelto la zona di Milano che più rappresenta il futuro e non solo architettonico della città e dell’Italia, per premiare giovani critici in nome del recensore e drammaturgo Carlo Terron?
Forse sarà un caso, ma forse no.  Con alle spalle i palazzi della vecchia ma sempre bella Milano, e gli occhi sui nuovi grattacieli della zona intorno a Porta Garibaldi, che riflettevano la luce del sole al tramonto e poi si accendevano via via al calar del buio, il direttore della rivista Mario Mattia Giorgetti ha premiato non con soldi, ma con una collaborazione alla prestigiosa rivista, i giovani vincitori della categoria prosa, musica, lirica e danza e insieme a loro sono stati menzionati coloro che sono stati ritenuti migliori per ogni categoria.
Sara Bonci con il direttore di Sipario Mario Mattia Giorgetti
Lo slogan del concorso era “SVEGLIA! Non subire lo spettacolo, criticalo!”. Come dire, non subire tutto quello che ti passano la vita, la società, i media, su vassoi non sempre d’argento, ma usa la tua capacità critica, l’intelligenza, la logica, l’estetica, l’etica, per migliorare dove è possibile, per allargare gli orizzonti, per rendere gli altri consapevoli dei propri limiti, dei propri errori, o dei propri punti di forza.
Tra i premiati due giovani critici del “Corriere dello Spettacolo” rivista on line fondata da Stefano Duranti Poccetti quasi un anno fa e che è stato, con grande soddisfazione anche mia, menzionato tra i primi dieci della categoria prosa. Ma UDITE! UDITE! Una sua collaboratrice, Sara Bonci, ha vinto il primo premio per la critica nella stessa categoria.
Sara è bella e brava, fa l’attrice e per questo conosce la materia, vivendola sulla propria pelle.
Veduta dall'Hotel
Stefano è il mio capo, lui ride quando lo chiamo così, ma io lo dico nello stile Charlie Brown (ricordate?) perché da pochi mesi collaboro con la sua rivista, anche se non mi definisco una critica nel vero senso della parola. Ma se lo chiedo a Stefano che cosa è un critico forse mi risponde che non lo sa nemmeno lui…
Invece lo sa benissimo, sa che la critica è un modo per dare spazio e visibilità ai nuovi artisti che per tante ragioni più o meno misteriose non riescono mai a uscire alla luce, nonostante valgano per la loro competenza e tenacia.
Ma regola principale del critico è di restare indipendente, di non avere  paura di dire la verità, di essere competente su quello che scrive, di stroncare o di innalzare adducendo sempre ragioni valide.
Stefano Duranti Poccetti con Mario Mattia Giorgetti
Per quanto mi riguarda, leggo volentieri le critiche che hanno dentro di sé passione e sentimento, non solo elenco di fatti e nomi, e che poi alla fine sono solo un’auto- celebrazione di chi le ha scritte.
Dunque Sipario continua a vivere dopo più di sessant’anni, ma apre appunto il suo sipario sulla scena dei giovani critici che stanno cominciando o che hanno cominciato e hanno voglia di proseguire su questa strada. Un bello scambio generazionale, una speranza per l’Italia.
Perché di speranze, e possibilmente di realtà nuove e serie, ne abbiamo davvero bisogno.
Ancora tanti complimenti a Sara e Stefano. E un augurio che il Corriere dello Spettacolo, forte di questi due talenti, sia seguito sempre di più.
Dimenticavo! Ci sono anch’io… capo!

Daria D.

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