26 settembre, 2012

“Virgilio Sieni”. Vito Di Bernardi dialoga con il celebre coreografo fiorentino



Nel lavoro di danzatore, come lo vivo io, questo sentirsi in continua risonanza con qualcosa che va e ritorna è l’esperienza fondamentale dell’essere in scena. Sia mantenendo ferrea una struttura da portare avanti sia, viceversa, lavorando con una struttura fondata sulla variazione o addirittura sull’improvvisazione, l’elemento dell’atomo della risonanza per me è sempre vivo”.
“Virgilio Sieni”, oltre a essere il nome di un importante coreografo italiano, nato a Firenze nel 1957, è anche il nome di un libro, un’intervista dedicata proprio all’artista italiano. È stato pubblicato dalla casa editrice “L’Epos” nel corso del 2011 ed è stato scritto da Vito Di Bernardi, professore associato in Discipline dello spettacolo e insegnante presso l’Università degli Studi di Siena nelle materie Storia del Teatro e Storia della Danza.
Si tratta di un percorso artistico che i due protagonisti, l’intervistato e l’intervistatore, ci fanno vivere grazie a una piacevole chiacchierata, in cui Virgilio Sieni racconta la sua vita.
È ricca la formazione del coreografo e regista fiorentino, interessato sia alla cultura classica che a quella moderna. Sieni è interessato all’arte rinascimentale come a quella contemporanea, è interessato al balletto classico come alla danza di Paxton o di Cunningham, e riesce a trovare un linguaggio personale, originale, che lo contraddistingue, riuscendo a trovare una valida commistione, grazie alla sua abilità di unire vecchio e nuovo, tra la forma classica e la forma moderna, senza mai perdere di vista l’unicità, la compostezza dello spettacolo, uno spettacolo in cui il vero protagonista è il danzatore, perché è proprio lui a creare la spazialità, a dare vita a una rappresentazione che senza il suo apporto non sarebbe dinamica, non sarebbe, appunto, spettacolo.
L’intervista arriva fino a “Tristi Tropici”, spettacolo del 2010, in cui il coreografo fa una lettura dell’omonimo famoso libro dell’antropologo francese Lévi-Strauss, in cui lo scrittore si dimostra turbato davanti all’indifferenza degli uomini che stanno perdendo, a causa della massificazione e di un’industrializzazione senza confini, la loro consapevolezza di essere entità naturali e non solo sociali.
Questa pubblicazione di Vito Di Bernardi è sicuramente un documento importante per il mondo del teatro-danza, ché ci tramanda e ci fa conoscere a fondo una delle più importanti figure della nostra danza contemporanea.

Stefano Duranti Poccetti

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