03 agosto, 2012

Le stelle della danza internazionale fanno brillare il Cortona Mix Festival



Piazza Signorelli, Cortona. “Cortona Mix Festival”, lunedì 30 agosto 2012

Nella serata che il Cortona Mix Festival ha dedicato alla danza, Piazza Signorelli è stata animata dalle eccellenze delle maggiori compagnie internazionali dei nostri giorni: dal Royal Danish Ballet all’Hamburg Ballet, per sconfinare oltreoceano con il New York City Ballet e tornare in Europa seguendo la stella dell’Opéra National de Paris, la première danseuse Eleonora Abbagnato, eccellenza italiana della danza internazionale e nome di spicco di questo terzo appuntamento serale del festival che si svolge a Cortona. Certamente la Abbagnato è stata il personaggio di richiamo per il numeroso e caloroso pubblico che ha fatto registrare il tutto esaurito; palermitana di nascita ma parigina di adozione - non solo perché ormai risiede nella capitale francese da anni ma perché qui si è formata con il noto coreografo Roland Petit, scomparso di recente - la Abbagnato non ha deluso le attese e, accompagnata dal collega Hervé Moreau, ha interpretato tre balletti di genere diverso, spaziando dal classico al contemporaneo. Ma le altre tre coppie di ballerini che si sono esibiti non sono stati da meno, e tutti hanno saputo arricchire lo spettacolo proponendo stili, scuole e impostazioni di danza diverse ma al tempo stesso complementari.
Rispondendo appieno allo spirito di questo nuovo festival, che si propone di celebrare un mix fra le arti, lo spettacolo di danza è riuscito a presentare sulla stessa scena una certa varietà delle tante sfumature che compongono questo ambito artistico, alternando creazioni del repertorio classico, come la Carmen di Bizet o La Dama delle Camelie, a balletti contemporanei, passando per le musiche di Chopin, Mahler fino a quelle di Cheek to Cheek di Irving Berlin. Atmosfere e musicalità diverse, che hanno scandito i dieci momenti dello spettacolo articolato in nove passi a due più un defilé finale con tutte le coppie di ballerini in scena. Dieci momenti ideati e curati da Daniele Cipriani, già Direttore Artistico del Premio Positano per la Danza, a cui va il merito di aver saputo tenere insieme questa carrellata di autori, grandi coreografi e passi di danza reinterpretati da ballerini d’eccezione.
Lo spettacolo si è aperto all’insegna della leggiadria che contraddistingue la danza classica, con un balletto calibrato su movimenti armoniosi ed equilibrati, a cui hanno fatto subito da controcanto i movimenti determinati e forti della Abbagnato che, nella scena successiva, ha interpretato una donna che prima seduce e poi uccide il proprio uomo. Da una storia delittuosa ad una storia d’amore senza tempo, quella della Dama delle Camelie, in un movimento particolarmente emozionante in cui la profonda intesa dei due ballerini Silvia Azzoni e Oleksandr Ryabko, che fanno coppia anche nella vita, ha arricchito un balletto carico di pathos e passione. A chiudere il primo tempo dello spettacolo sono arrivati poi l’energia e il virtuosismo di Joaquin de Luz e Ana Sophia Scheller nella loro frizzante interpretazione di alcuni passi a due tratti dal Don Chisciotte.
A riaprire le danze è stata la sensualità espressa dalla Abbagnato nella Carmen, in un balletto in cui spiccava la precisione e la fluidità della nostra étoile, mentre lo stesso non si può dire del compagno Moreau, che a volte è stato imperfetto nei movimenti e poco morbido nei passi. Susanne Grinder e Marcin Kupinsky del Royal Danish Ballet hanno invece dimostrato di saper padroneggiare la tecnica e di saper esprimere grazia nei movimenti, per poi lasciare il palcoscenico ad altre due notevoli prove di plasticità, prestanza fisica e capacità espressiva attraverso il corpo. Il Cheek to Cheek di Berlin, interpretato dalla Abbagnato con Moreau, ha infine scatenato l’entusiasmo del pubblico e preparato l’atmosfera al finale spumeggiante che ha chiuso uno spettacolo senza dubbio riuscito, sia nel suo insieme che in rapporto al contesto del festival in cui è stato inserito.

Sara Nocciolini

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